11 – Le mura di Firenze

Foto di Raffaele Masiero Salvatori

Le mura di Firenze, uno dei simboli della storia e dell’evoluzione cittadina, raccontanol’avvicendarsi delle trasformazioni sociali, politiche e urbanistiche che si sono susseguite nei secoli. La prima cinta muraria risale addirittura all’epoca romana (I secolo a. C.) quando la colonia militare fu delimitata da una recinzione in pietra di modeste dimensioni, eretta a protezione del castrum. Tali confini definirono a lungo il nucleo cittadino, tracciando i cardi e decumani ancora facilmenteleggibili nel centro storico intorno all’attuale piazza della Repubblica.

Con il crescere dellimportanza economica e politica di Firenze, durante l’Alto Medioevo, fu costruita una seconda cerchia, ampliata sotto la guida della potente famiglia dei Canossa (XI secolo)che sono passati alla Storia grazie anche all’interessante figura di Matilde, margravia di Toscanascomparsa nel 1115. Tuttavia, furono i secoli XIII e XIV, epoca del massimo splendore comunale edelle lotte tra guelfi e ghibellini, a segnare il periodo di maggiore espansione. La terza cerchiamuraria, eretta tra il 1284 e il 1333, si estendeva infatti per circa otto chilometri, includendomonumenti come Santa Croce e l’area della futura Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Leimponenti porte, come Porta San Gallo e Porta Romana, testimoniano ancora oggi l’abilitàingegneristica e l’importanza strategica dell’opera. Nel Rinascimento, sotto il dominio dei Medici, le mura furono adattate alle nuove tecniche militari,trasformandosi in bastioni fortificati capaci di resistere all’artiglieria. Tuttavia, con l’Unità d’Italia gran parte delle mura fu abbattuta nel XIX secolo per far spazio ai viali di circonvallazione, operadell’architetto e ingegnere Giuseppe Poggi. In seguito alla realizzazione del nuovo pianourbanistico realizzato per Firenze capitale, ne restano alcuni frammenti, le porte monumentali e ilricordo di una città che, protetta dalle sue mura, costruì il suo futuro. A ricordo di ciò che è statorestano le varie porte che si snodano lungo i viali (Porta al Prato, Porta San Gallo, Porta alla Croceche è in piazza Beccaria, Torre della Zecca, in piazza Piave, che chiudeva le mura a est e oltrarnoPorta San Niccolò e Porta Romana) e tutte le informazioni che ci sono pervenute sulla decisione didedicare zone verdi fuori delle mura a esecuzioni pubbliche (dietro l’attuale piazza Beccaria) oaddirittura di costruire cimiteri (come nel caso dell’ottocentesco Cimitero degli Inglesi, cimiteroacattolico per protestanti e ortodossi poi aperto anche ai cattolici, costruito a ridosso di quella Portaa Pinti che non esiste più in quanto distrutta nel piano urbanistico del 1865). Attualmente numerosifiorentini amano passeggiare lungo certi tratti di mura ancora immersi nel verde come nel caso deibastioni dell’omonima via che collega la zona di San Niccolò al Forte Belvedere. Si è peròcompletamente persa la dimensione del “dentro” e del “fuori le mura” che ha condizionato ifiorentini per secoli. Per chi volesse approfondire l’argomento esiste una ricca documentazioneiconografica di schizzi, dipinti a olio e planimetrie che documentano sia le porte che sono statedistrutte sia le varie fasi dello smantellamento delle mura