Foto di Gabriele Antonacci








Le Cascine Medicee (dette anche Le Cascine di Tavola) si estendonotra Poggio a Caiano e Prato. La loro costituzione fu voluta da Lorenzo il Magnifico ed eseguita da Giuliano da Sangallo. Fu realizzato un grande edificio rinascimentale, prosecuzione ideale della Villa Ambra di Poggio a Caiano, che divenne cuore di un sistema di agricoltura sperimentale combinando vari elementi: le tecniche agricole più avanzate, un importante sistema di fossi e canali navigabili, zone boschive, aree dedicate al divertimento e alla rappresentanza.
Oggi sono un’oasi di bellezza e sfumature di colori che mutano con l’alternarsi delle stagioni.
Tale è l’amore per quel luogo che ho raccolto in un libro intitolato “Poggio a Caiano Arte e Natura” i miei quadri dipinti in più di quarant’anni anni di vita nel paese. Ho sviluppato il percorso della passeggiata come quella che i Medici mostravano ai loro ospiti per pavoneggiarsi della bellezza della loro tenuta, chiamata a ragione “il Parco delle Pavoniere”.
Canali navigabili scorrevano attraverso le Cascine e gli abitanti della zona usavano chiatte per trasportare i prodotti dei campi, ma anche per diletto. Bellissime strutture, come la Rimessa delle Barche, il Ponte dell’Ombrellino, L’Attracco delle barche e innumerevoli ponti e ponticelli abbellivano la zona tra bosco folto e spazi aperti, come il Parco delle Carrozze e il Parco dei Daini Neri, alternati a cascinali e alla Cascina Medicea, affascinante struttura ora purtroppo in degrado.
Proprio cercando documenti e racconti sui cascinali e i luoghi cari ai Medici, sono venuta a conoscenza di una storia d’amore tra due giovani di Poggio a Caiano.
Romana e Sidi, personaggi storici realmente vissuti in quei luoghi, una fredda mattina del 1930, concordarono un appuntamento sul ponte Della Corsa nel parco delle Pavoniere. Unirono i loro vestiti con le spille da balia (come a sigillare i loro corpi uniti per sempre anche dopo la morte). Sidi sparò con la pistola e uccise Romana, poi rivolse l’arma alla sua testa e morì all’istante abbracciato a lei.
Per quell’epoca si trattò di un episodio sconvolgente per la popolazione.
Le due bare, senza alcuna cerimonia funebre religiosa (il funerale non poteva essere celebrato in Chiesa perché suicidi), furono deposte nel cimitero di Poggio a Caiano. Ancora oggi è possibile vedere le due tombe, vicine per sempre.
Ho immaginato come possa essersi svolta la vicenda, dato che non vi sono documentiscritti dell’epoca, ma solo narrazioni oralitramandate dagli abitanti del paesee una ballata che ho trascritto alla fine del racconto.
