19 – Gualchiere di Remole

Foto di Marco Ciutini

Le Gualchiere di Remole risalgono al 1327 quando, secondo un documento dell’epoca, la famiglia Albizi chiede all’Arte della lana un prestito di mille fiorini per la creazione di una nuova struttura idraulica, inserita in un piccolo borgo merlato, con due porte d’accesso che servono a proteggere le merci di valore custodite prima e dopo il trattamento.

Un documento del 1377 attesta che, sotto gli Albizi, Remole può contare su vari mulini da cereali e su venti pile di gualchiere.

Dopo un periodo di decadenza del comparto tessile tra la fine del Trecento e il Quattrocento, nel 1541 le Gualchiere di Remole sono acquistate dall’Arte della Lana, che ne accresce le capacità produttive. Nel 1610, alcuni mulini sono trasformati in gualchiere e il complesso arriva a disporre di diciannove pile. Nel 1708 l’Arte avvia un importante adeguamento tecnologico, riadattando le diciannove pile tradizionali in tre innovative pile all’olandese.

Nel 1770, dopo la soppressione della corporazione voluta da Pietro Leopoldo di Lorena, la gualchiera passa alla Camera di Commercio di recente fondazione e successivamente, dal 1781 al 1812, all’Opera del Duomo.

Con la dominazione napoleonica, le Gualchiere tornano alla Camera di Commercio che le possiede fino al 1918, quando sono acquistate dal Comune di Firenze. La residua gualchiera viene demolita, per dar luogo ad un colorificio con molitura della calce.

Nel 1944 i tedeschi distruggono le due porte di accesso con il muro merlato.
Alla metà del secolo scorso, nell’area circostante, viene installata una draga per lo sfruttamento dei depositi alluvionali in edilizia.

L’inondazione del 4 novembre 1966 distrugge il traghetto con il suo approdo, e danneggia tutto il complesso industriale. I quattro mulini rimasti funzionano fino al 1977 quando la famiglia Del Soldato, presente e operativa dal XVII secolo, si trasferisce. Attualmente la struttura è in stato di abbandono.

L’unico rimasto attualmente è lo scultore Piero Gensini che opera nel suo studio.