21 – Rocca di Montegrossoli

Foto di Marco Ciutini e Gabriele Antonacci

Il castello di Montegrossoli – o Montegrossi – si trova sulla linea che fu teatro delle frequenti guerre tra Firenze, Siena, e le altre città. Esistono notizie della fortezza all’inizio dell’undicesimo secolo, anche se il suo nome suggerisce un’origine Longobarda. Fu un feudo dei Firidolfi, famiglia di parte ghibellina, costruttori della vicina chiesa di Coltibuono.

 Varie sono le storie racchiuse dalle attuali rovine della rocca. Intorno al 1170 quando l’imperatore Federico si allontanò dall’Italia, dopo la creazione della lega Lombarda, un castellano chiamato Senzanome era il signore di Montegrossoli. Le cronache riferiscono che avrebbe autorizzato il villaggio di Paterno a ricostruire le proprie mura difensive dopo la loro distruzione da parte dei Senesi. Ma il Senzanome aveva agito di iniziativa, senza chiedere autorizzazioni superiori. Quando ebbe notizia di una venuta del Legato dell’Imperatore fece subito demolire quanto costruito, consapevole dell’abuso che aveva autorizzato che non sarebbe stato tollerato.

 Il 1182 fu un anno di grande carestia, e anche il territorio fiorentino fu duramente colpito. Firenze, per approvvigionarsi di pane, faceva venire delle carovane cariche di derrate dalla Maremma e dall’Aretino, territori meno colpiti dal flagello. I Firidolfi di Montegrossoli, Spinello con i suoi figli Pepus, Scolaio e Spinello, assalirono uno di questi trasporti costituito da cinquanta muli carichi di grano. I fiorentini si vendicarono subito, assaltando e distruggendo il castello.

 Nel 1185 i Firidolfi, divenuti nuovamente proprietari delle rovine, cedettero quello che restava della fortezza all’imperatore che la utilizzò come elemento del sistema di fortificazioni con cui presidiava la Tuscia, insieme a Fucecchio, San Miniato e Semifonte.

 Nel 1198 la Repubblica Fiorentina ne riprese il possesso.

Il castello fu assediato dagli aragonesi nel 1478 e poi definitivamente conquistato e raso in gran parte al suolo dall’esercito di Carlo V nel 1530, con strage dei suoi occupanti, per evitare che potesse essere utilizzato in qualsiasi modo dalla sconfitta Repubblica Fiorentina.  

 Nel XX secolo una cava di pietra ha asportato una grande parte dell’altura dove sorge la fortezza, alterando pesantemente il paesaggio e rendendo difficile ricostituire l’antico perimetro.

 L’accesso all’interno della fortezza e la visita del suo immediato perimetro sono molto pericolosi, la rocca è in rovina e sono possibili crolli.