22 – Rocca Strozzi di Campi Bisenzio

Foto di Gabriele Antonacci

La Rocca Strozzi è ubicata nel Comune di Campi Bisenzio, al centro della piana Firenze-Prato-Pistoia, sulla riva N/E del fiume Bisenzio. Essa è divenuta icona del paese di Campi sia in quanto raro esempio di fortilizio medievale in pianura, sia perché la sua storia s’intreccia con quella della cittadina stessa, a partire dagli inizi del XIII secolo.

Le prime fonti documentali riportano a un “Castrum Mazzinghorum” sulla sponda destra del Bisenzio, di proprietà dei Mazzinghi, nobili di origine tedesca e feudatari del borgo. Lì – secondo le antiche cronache[1]– all’inizio del 1216, durante una cena in onore del neo-cavaliere Mazzingo de’ Mazzinghi, tra i ghibellini Fifanti e Amidei e i guelfi Infangati e Buondelmonti ci fu un alterco, degenerato in rissa con spargimento di sangue; dagli eventi correlati a tale fatto, gli storici medievali e Dante Alighieri stesso fanno risalire la sanguinosa divisione e relativi conflitti armati tra guelfi e ghibellini in Toscana.

I Mazzinghi, nonostante le loro origini, erano guelfi e per tal motivo nel 1260, dopo la rotta di Montaperti, furono cacciati da Campi e il “Castrum M.” venne raso al suolo dai vincitori. Già nel 1266, però, dopo la vittoria di Carlo d’Angiò a Benevento, i Mazzinghi rientrarono in Campi, ove sui ruderi del castrum abbattuto riedificarono un guardingo o torre di guardia al ponte sul Bisenzio.

 Nel 1295 gli Strozzi acquistarono l’edificio, di cui la Repubblica di Firenze aveva assunto l’usufrutto, e per questo anche con finanziamento pubblico nel 1347 Rosso Strozzi iniziò la costruzione della Rocca, finita nel 1378 da Carlo e denominata col neologismo “fortilitium” cioè avamposto in contado a difesa del territorio fiorentino.

Essa si presenta come una costruzione in mattoni a base quadrangolare a due piani e un seminterrato, col mastio a quattro piani sul lato Sud-Ovest e un torrino d’angolo a due piani sul lato Nord-Est; elemento caratteristico è il camminamento di ronda, inagibile, che cinge tutto il fortilizio. I due piani del palagio presentano ampi saloni ad uso abitativo con soffitti a volte a crociera affrescate e stucchi.

Campi e la Rocca furono saccheggiate nel 1501 da Cesare Borgia, nel 1512 dalle truppe spagnole di papa Giulio II e infine nel 1529 dai lanzichenecchi di Carlo V.

In seguito il fortilizio fu trasformato prima in fattoria rurale e poi in villa suburbana; la fattoria con annesso podere rimase attiva fino alla fine del 1900, con l’aggiunta di una tinaia.

 Dopo l’unità d’Italia il fortilizio divenne sede della Pretura prima, poi caserma dei Carabinieri e carcere ed infine civile abitazione. Nel 1992 fu ceduto allo Stato Italiano e da questo al Comune di Campi, che nella fattoria restaurata ha realizzato il “Museo Archeologico Gonfienti”, ove sono esposti i reperti dell’età del Bronzo, Etruschi e Romani, rinvenuti nell’area archeologica di Gonfienti.


[1] Antiche cronache: Malispini, capp, XCIX, CVIII; Marchionne, rubr. 64; G. Villani, V 38, VI 2; D. Compagni, I 2.