Andrea Carosini legge “L’Eterno e la Stella Vagante” di Carlo Menzinger di Preussenthal

“L’Eterno e la Stella Vagante” di Carlo Menzinger è un romanzo che si colloca in una zona liminale della narrativa italiana contemporanea: un’opera che intreccia fantascienza, mitologia cristiana, riflessione filosofica sull’immortalità e un immaginario apocalittico che si estende per millenni. Il risultato è un libro che non si limita a raccontare una storia, ma costruisce un’esperienza di lettura stratificata, densa di simboli, riferimenti e interrogativi morali.  L’idea di porre Lazzaro, l’uomo risorto da Gesù, al centro di un romanzo di fantascienza è già di per sé un gesto narrativo audace. Menzinger parte da una domanda semplice ma devastante: cosa significa essere risorti… e non poter più morire? La resurrezione, tradizionalmente vista come miracolo, diventa qui una condanna esistenziale. Lazzaro attraversa i secoli, vede morire ogni persona amata, cambia identità, professione, luogo, ma resta sempre uguale a se stesso. La sua immortalità non è un dono: è una prigione. Questa premessa permette all’autore di esplorare temi come: la solitudine dell’immortale, che perde tutto ciò che ama; il desiderio di morte, in conflitto con la visione cristiana del suicidio;  la responsabilità di chi vive troppo a lungo, e vede l’umanità cambiare, decadere, rinascere. Menzinger stesso ha dichiarato che voleva inizialmente scrivere una rivisitazione fantascientifica dell’Apocalisse, ma che Lazzaro ha finito per imporsi come vero protagonista, trasformando il romanzo in una meditazione sull’eternità.  Accanto a Lazzaro, c’è un altro personaggio silenzioso ma fondamentale: la Stella Vagante, un oggetto cosmico che segue l’immortale lungo i secoli. La sua presenza è inquietante, quasi un presagio. Solo molto più avanti si scopre che la stella è legata a un testo visionario, Il Libro della Stella Vagante, connesso all’Apocalisse di Giovanni. Il romanzo rivela progressivamente che la stella non è un simbolo religioso, ma un segnale alieno: un popolo extraterrestre sta preparando un’invasione della Terra, e Lazzaro è – suo malgrado – uno strumento di questo piano millenario.  Questa fusione tra l’ iconografia cristiana, la fantascienza cosmica, la mitologia reinterpretata, e invasioni aliene, crea un’atmosfera unica, in cui il sacro e il tecnologico si sovrappongono senza mai diventare parodia o blasfemia gratuita. È un equilibrio difficile, ma Menzinger lo gestisce con sorprendente naturalezza. Il romanzo può risultare “scomodo” per alcuni lettori, perché: trasforma figure cristiane in elementi di un nuovo immaginario fantascientifico; mostra Lazzaro irritato con Cristo per averlo condannato all’eternità; presenta l’immortalità come una tragedia personale; mette in scena un desiderio di morte che contrasta con la dottrina cristiana. Ma proprio questa tensione rende il libro vivo, provocatorio, non convenzionale. Menzinger non cerca di dissacrare: cerca di riattivare miti antichi, di renderli strumenti narrativi per parlare di dolore, identità, destino e libero arbitrio.  Il libro è composto da numerose sezioni che seguono Lazzaro attraverso epoche diverse, dal mondo antico fino a epoche moderne e futuribili. La struttura frammentata, quasi da cronaca millenaria, permette al lettore di percepire il peso del tempo che scorre mentre il protagonista resta immobile. Pur essendo un’opera che attraversa secoli e civiltà, “L’Eterno e la Stella Vagante” è profondamente contemporaneo. Lazzaro diventa una metafora dell’essere umano moderno: incapace di fermare il tempo, costretto a confrontarsi con perdite continue, alla ricerca di un senso che sfugge, osservatore impotente di un mondo che cambia troppo in fretta. La presenza aliena, lungi dall’essere un semplice elemento fantascientifico, diventa un modo per parlare di paure collettive, di fine del mondo, di responsabilità verso il pianeta. “L’Eterno e la Stella Vagante” è un romanzo originale, coraggioso e stratificato, che riesce a mescolare generi e immaginari senza perdere coerenza. È un libro che richiede attenzione, ma ripaga con idee potenti, atmosfere suggestive e un protagonista indimenticabile.

Andrea Carosini

Una risposta a “Andrea Carosini legge “L’Eterno e la Stella Vagante” di Carlo Menzinger di Preussenthal”

Rispondi

Verificato da MonsterInsights