Antonella Cipriani legge: “Asino zoppo si gode la vita” di Paolo Dapporto

Una peculiarità dei libri di Paolo Dapporto è che, una volta iniziati, risulta pressoché impossibile allontanarsene fino a quando non si vede la parola fine.

Stavolta l’autore si diletta con il “giallo” e nonostante il cambiamento di genere, mantiene sempre costante il suo stile caratterizzato dalla spontaneità, chiarezza, impronta emozionale, suggestione, competenza.

Ambientato nel paese di Sesto Fiorentino in un’ epoca pressoché contemporanea, il commissario Gaetano D’amore indaga sull’omicidio di una donna, Cristina, trovata uccisa, a notte fonda, al rientro a casa del marito, dissanguata dal colpo di una statuetta di marmo.

Un’indagine scorrevole e interessante dove la figura professionale del commissario si alterna a quella dell’uomo – padre, marito, collega, amico – rendendolo un personaggio affabile, simpatico, umano, nella semplicità dei gesti e delle intuizioni. A caratterizzarlo bene è la voce di Vasco, suicida in carcere, che come un’ombra lo segue costantemente in ogni indagine, a ricordargli l’importanza della ponderazione e della giusta calma nella valutazione degli eventi. “Asino zoppo si gode la vita” sottolinea proprio questo concetto: è bene essere cauti, procedere a passo lento per non prendere abbagli e commettere errori che porteremo sulle spalle per il resto dei nostri giorni. 

Dall’errore si può sempre imparare. Sbagliare ci offre un’ulteriore opportunità e il commissario, da uomo saggio e sensibile qual è, sa prenderla al volo.

Un romanzo davvero godibile anche se non si procede certamente a passo lento, tanto è fluente e piacevole la lettura.

Per me che non amo il genere “investigativo” ho trovato il romanzo comunque stimolante proprio perché l’autore sa muoversi oltre questo aspetto, caratterizzando contesto e personaggi, arricchendoli del sentimento, emozione, sensi di colpa, paure, incertezze tipici di ogni essere umano (come, per fare solo un esempio, la preoccupazione di Gaetano per il figlio e le sue problematiche adolescenziali).

Una lettura davvero interessante che consiglio fortemente a tutti coloro che cercano un libro di svago e non banale.

In risposta alla dedica – Il mio primo libro giallo. Speriamo bene! – che l’autore ha scritto sulla mia copia, il mio commento in merito non può essere che – Bersaglio raggiunto, risultato realizzato!-

Alle prossime storie, Paolo.  

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