Antonella Cipriani legge: “La cacciatrice di storie perdute” di Sejal Badani

Due storie si intersecano, la vita di Amisha  e di Jaya, nonna e nipote, lontane nel tempo ma vicine nel sentimento, unite da un segreto che l’autrice sa ben celare per mantenere alta la tensione fino alla fine. 

Fra loro si inserisce la storia di Lena, madre di Jaya e figlia di Amisha, una voce debole, nell’ombra, ma fondamentale per la comprensione dei fatti.

Sullo sfondo l’India, un paese povero, emarginato, sfruttato, ricco di contraddizioni ma anche di tradizioni, ideali, virtù, principi morali e religiosi.

Un romanzo ricco di tematiche (maternità, amore, amicizia, solidarietà, rivendicazione dei diritti umani, libertà, potere, ecc…) che sa catturare il lettore per la trama articolata e ben costruita  (ottima strategia letteraria l’alternanza temporale tra i primi del novecento e i  giorni nostri), ma povera nello stile, debole nel linguaggio, piuttosto superficiale e scontata, tanto da intuire già la successione dei fatti.

A parte qualche pillola di saggezza da manuale come «La felicità si annida nei rituali quotidiani e nelle storie nascoste tra le nuvole passeggere. La felicità si realizza nella vita che viviamo»… «La  perfezione può essere un’illusione e il potere implica delle responsabilità »… «Alle leggi serve molto tempo per cambiare i cuori delle persone»«Forse la vita non è altro che una sequenza di decisioni con l’aggiunta del “fattore destino”. Forse si tratta di accettare che l’impossibile implichi l’apertura di un’altra porta. E forse significa che bisogna essere più forti proprio durante i momenti difficili della vita», ho apprezzato molto le riflessioni sulla scrittura, anche se viene poco narrata l’attività di Amisha come scrittrice dando più risalto all’aspetto “rosa” della sua esistenza. 

Tra le citazioni, questa in particolare: «Se ritengo una cosa importante, la riporto sulla carta, dove a mio parere starà più al sicuro rispetto alle parole che vengono pronunciate solamente ad alta voce».

Insomma per concludere, un libro che, a parer mio, se non lo leggete non avrete perso molto (mi perdoni l’autrice).

Antonella Cipriani 24 luglio 2022 

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