Antonella Cipriani legge “Lo sguardo e il riso” di Caterina Perrone

“Lo sguardo e il riso” (ed. Porto Seguro 2017) di Caterina Perrone 

Romanzo breve ma intenso, Lo sguardo e il riso di Caterina Perrone, una lettura avvincente, travolgente come l’amore narrato, così potente da coinvolgere e stravolgere tutti i sensi, così forte da sostenere qualsiasi lotta nel suo nome, così determinato da comportare a volte scelte difficili.

Viola, una ragazza piena di fascino anche se di una bellezza non convenzionale – alta, flessuosa, dalla chioma lunga e rossa – lavora presso la bottega del padre, esperta nell’arte delle spezie e dei profumi. Con la sua maestria, ingegno e sensibilità sa formulare e creare i profumi più calzanti, gli unguenti più efficaci, rimedio alle afflizioni più frequenti. Già all’inizio del romanzo la scopriamo innamorata di Matteo, un giovane bello (e qui la bellezza è espressa proprio letteralmente), audace, pieno di vitalità, amante delle belle donne che corteggia e seduce senza nessun scrupolo. Fra i due nascerà un’intesa che va oltre le convenzioni, e che vedrà un susseguirsi di imprevisti, colpi di scena, fughe e ritorni, assenze, perdite, novità, capaci di mantenere nel lettore la tensione giusta, quella che intriga e lo invoglia a continuare nella lettura.

Ambientato in un tempo e luogo che l’autrice non menziona, ma che dalle descrizioni pare essere il Quattrocento e la Toscana, ha tutti gli ingredienti (positivi e negativi) adatti a stimolare l’interesse e l’attenzione nel lettore: amore, passione, amicizia, sostegno, complicità, desiderio di conoscenza, libertà, curiosità, potere, invidia, gelosia, sopraffazione, arroganza, violenza…

La bellezza della scrittura di Caterina va oltre la trama (ben strutturata), perché ci conduce per mano nella narrazione – facendoci respirare i profumi inebrianti degli unguenti che Viola prepara, percepire la pelle vellutata del suo corpo e dell’amato, ammirare i colori diversi di ogni stagione dell’anno, ascoltare il brusio del bosco e il cinguettio degli uccelli a primavera o il silenzio dell’inverno – creando nel complesso un’opera deliziosa che potrei paragonare a una favola per adulti. Anche nei dialoghi, sempre ben formulati e precisi si apprezza la competenza dell’autrice.

Un bel romanzo dal punto di vista femminile, trattato con leggerezza (ma non superficialità), soavità, amore e che sa cogliere l’intimità di una donna e il suo desiderio di identità e indipendenza.

Consigliato a chi non è più bambino ma vuol continuare a sognare come se lo fosse e come nelle favole divertirsi, riflettendo.

Già conoscevo la scrittura di Caterina attraverso i suoi racconti, e anche in questo romanzo ritrovo il suo stile, asciutto, competente e dettagliato, una scrittura diretta e davvero gustabile con e in tutti i sensi.

  1 maggio 2022

di Antonella Cipriani

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