Antonella Cipriani legge “M?chela, Iena” di Vincenzo Trama

M?chela, Iena di Vincenzo Trama (edizionispartaco 2021)

M?chela, Iena” (Smettila, Iena, per chi come me non conosce il significato dialettale del termine)  è un romanzo di formazione di Vincenzo Trama – anche se riduttivo classificarlo come tale – che mi ha molto ricordato “I ragazzi della via Pal” di Ferenc Molnar, una lettura giovanile  che a suo tempo mi aveva assai coinvolta e affascinata.

Mirko è un ragazzino di origine meridionali, chiamato terrone dai suoi coetanei, che si trasferisce nella zona Vecchia di un paese alla periferia di Milano, desideroso di inserirsi nella Band del Nord il cui capo è Manuel, personaggio enigmatico e carismatico. Non sarà facile per lui, conquistare la fiducia e la stima del Gruppo, dove ogni membro è appellato con un soprannome – Garage saràil suo – ma ci riuscirà grazie alla sua caparbietà, coraggio e ostinazione, spingendo coi demoni del Sud in corpo, famosi per sbandare senza mai cadere. Siamo negli anni 80/90, tempi in cui il divertimento e le scoperte si facevano all’aria aperta e non col capo chino su monitor o telefonini di ultima generazione.

Interessante la struttura del romanzo in cui l’autore si muove dal presente, la scena di un funerale (non si capisce fino alla fine chi sia lo sfortunato), e con continui flashback fa ritorno al periodo adolescenziale, compiendo numerosi salti spaziali e temporali, evocati man mano dalle persone stesse che il protagonista incontra.

Il romanzo ha il sapore dolce di un viaggio nel passato, dove si avverte tutta la nostalgia di un’epoca che non potrà più tornare, nonostante il dolore, l’ angoscia, l’incertezza, sentimenti ed emozioni legate alla paura di crescere con tutte le sue incognite. L’autore affronta in maniera fluida e sincera, tematiche sempre attuali come l’emarginazione, il bullismo, le difficoltà legate all’adolescenza, la pedofilia, senza impartire lezioni di vita ma portandoci a riflettere e considerare l’importanza di valori istituzionali – famiglia, scuola, chiesa, società – come fondamenta solide e necessarie per costruire un uomo saldo, coerente, sano e soprattutto libero.

Scrittura sapiente e magistrale, profonda, a tratti ironica non priva di humor e, a tratti anche amara. Linguaggio vivace, vivo, guizzante. Una bella fotografia di un periodo storico non troppo lontano, che l’autore stesso sottolinea però con intensità e orgoglio: avremmo dovuto vivere in un’epoca diversa per immortalare questi istanti e regalarli a posteri indifferenti in stories di Instagram. Ma siamo foto viventi destinate a ingiallirsi nel corso di un paio di estati, volti sfocati che non sapremo più identificare, nomi incerti, ricordi confusi. Siamo una generazione senza database, capaci di vivere solo il presente, il remoto per noi è parte di un tempo composto studiato male.

Una lettura davvero interessante che mi permetto di consigliare a chi ha desiderio di una letteratura che va oltre le banalità.

M?chela, Iena di Vincenzo Trama (edizionispartaco 2021)

15 maggio 2022

di Antonella Cipriani

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