Penso che l’ucronia, la forma di narrativa utilizzata dall’Autore in questa raccolta di racconti, sia la più efficace per esprimere la precarietà e la vulnerabilità dell’uomo. Cosa sarebbe successo se… Il lettore è consapevole che quello che non è avvenuto presto succederà: Si formerà un buco nero che inghiottirà tutto, la città tanto amata ruoterà su sé stessa, sarà inondata dalle acque, voleranno larve e droni infedeli, Savonarola accenderà il falò delle vanità, e tanto altro. L’uomo è un essere indifeso, una piccola cosa immersa in una natura più indifferente che ostile. Sono più importanti le zanzare che finiranno per sterminarlo. Ci vuole dire questo Carlo Menzinger di Preussenthal. La sua intenzione non è allarmarci né metterci in guardia: non c’è rimedio, perché la diagnosi è infausta. Molto centrati e apprezzati gli approcci scientifici presenti in molti dei suoi racconti. “Apocalissi fiorentine” è un libro colto che si distingue e si gusta dall’inizio alla fine. Non posso che congratularmi con l’Autore per la sapienza e la freschezza che ci ha trasmesso con la sua opera.
di Paolo Dapporto


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