Antonella Cipriani legge: “Niente scuola se soffri di vertigini” di R. Campinoti e S. Renda

Niente scuola se soffri di vertigini è un libro non solo per ragazzi, per docenti e genitori ma soprattutto per chi, come me ormai lontana dal pianeta scuola, voglia vedere, sentire, toccare con mano, la realtà attuale di questa istituzione sociale, investita oggi più che mai, di un ruolo assai complesso e difficile.

Già il titolo incuriosisce, se poi si conoscono gli autori come me, non si può fare a meno di leggerlo, e commentarlo. 

Zaira è una professoressa di lettere – di scuola media prima, e di liceo poi – che riesce a coinvolgere e a entusiasmare i suoi alunni, grazie alla sua professionalità unita alla passione e allo zelo. Gli autori ci introducono dentro le mura scolastiche facendoci vivere l’esperienza della classe, ascoltare la voce dei ragazzi che dialogano, esprimono le proprie opinioni (a volte divergenti), i propri ideali e sogni, spesso confidandosi con l’insegnante, aprendole con fiducia il cuore e la mente. Ecco allora la storia di Danior, ragazzo rom, vittima dei pregiudizi e delle persecuzioni di un etnia minore che non è mai riuscita a integrarsi;  la realtà di Song, cinese, costretto a lavorare nella fabbrica dello zio se vuole continuare lo studio e gli allenamenti di basket insieme al suo inseparabile compagno di classe; e ancora Oltjana, albanese, ragazza brillante e intelligente costretta a cambiare scuola per decisione e volontà dei genitori, che non credono abbastanza in lei. Queste e altre storie si palesano nel lungo percorso didattico di Zaira, attenta e partecipe alla vita dei suoi alunni, “perché chi crede che l’adolescenza sia un’età felice e spensierata, si inganna molto. Crescere non è mai stato semplice per nessuno e talvolta c’è chi non regge alla fatica del vivere, alla paura verso un futuro ignoto, al groviglio di timori e di tristezza, che all’esterno, a volte, non trapela”.

Tanti i temi affrontati, interessante occasione di riflessione: l’uso e abuso di droghe (leggere e pesanti) correlato allo spaccio, la prostituzione giovanile, la sostenibilità ambientale, il volontariato, il diritto allo studio, il bullismo, la pandemia e le strategie correlate (come la DAD volta a superare l’ostacolo del prolungato isolamento). 

Ma a fianco dei tanti problemi non manca la luce, ovvero il bagliore di speranza che l’adulto deve alimentare nella nuova generazione, più ricca e più forte grazie anche alla memoria degli errori del passato. 

Ed è questa la funzione della scuola: “un posto dove si impara qualcosa di nuovo…un posto dove qualcuno ci costringe a superare i nostri limiti… un posto dove, quando esci, sei un po’ diverso da quando sei entrato” e io vorrei aggiungere il luogo d’eccezione che ci insegna a conoscere e a usare le capacità della nostra mente, unite a quelle del cuore, attraverso il confronto, nel rispetto degli altri e di sé stessi.

Un libro davvero piacevole, scorrevole, leggero pur trattando argomenti di enorme portata. Consigliato.

di Antonella Cipriani

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