Antonella Cipriani legge “Stelle” di Paolo Dapporto

L’ultimo romanzo di Paolo Dapporto (ma non sono poi così sicura che sia l’ultimo, dato che Paolo è un prolifico scrittore) è un libro sull’Amore, così coinvolgente che si legge tutto d’un fiato.

Il libro narra di un giovane, Giuseppe Fabbri, Pino per tutti, costretto a emigrare dalla sua Sicilia, terra ricca di tradizioni e cultura, in cerca di lavoro. Si trasferirà a Pistoia, impiegandosi presso le Ferrovie come falegname, mestiere che ama ed esegue abilmente, per la sua grande passione per il legno, “materia viva, come siamo vivi noi”.

Altra sua passione sono le donne, di cui si innamora con semplicità e facilità. Ognuna sa catturarlo e attrarre alla sua maniera, e lui ammaliato si lascia prendere dal vortice dell’amore, con il trasporto e sentimento tipico che lo caratterizzano. Tante le relazioni, più o meno importanti, che vanno e vengono, mentre soltanto una rimane costante e duratura nel tempo. È la relazione con Maria, una prostituta, che gli si concede solo una volta a settimana, e che lui paga offrendole in cambio una parte del casolare dove vive, a seguito della perdita del lavoro. Maria non è solo l’amante, ma anche l’amica con la quale trova consolazione ai suoi affanni, l’unica con cui può parlare liberamente senza paure, l’unica che lo consiglia, lo capisce, l’unica con cui può condividere in sincerità la sua solitudine.

Nella storia, tante vicende parallele si affiancano, portando il lettore a riflettere, a ponderare e analizzare importanti tematiche: il lavoro (diritto purtroppo non sempre acquisito), il licenziamento, la cassa integrazione; il problema dell’immigrazione che semina troppe vittime e non trova ancora risposta; la piaga sociale della mafia; i valori della famiglia e dell’amicizia come punti saldi e fermi nella vita di ciascun uomo; la malattia, che mette in discussione tutte le nostre certezze; il vizio del gioco d’azzardo e dell’alcolismo come fuga da realtà scomode; il senso della vita e della morte; il valore della spiritualità (e non si può fare a meno di ricordare e rivedere nella figura di Don Lorenzo, il grande Don Milani con il suo modo originale e anticonformista di vivere la religione).

Un libro attuale, piacevole per la fluidità del linguaggio, grazie alla scrittura chiara, pulita, dettagliata, competente dell’autore (come la questione dell’entalpia e dell’entropia per spiegare la crisi economica), che lo rendono una lettura interessante e stimolante. Consigliato a tutti coloro che desiderano una lettura profonda da vivere in leggerezza

Firenze 1 novembre 2021

di Antonella Cipriani

Paolo Dapporto “Stelle” Edizioni Il Castello 2021

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