Carlo Menzinger legge “La Pentecoste del Santo Assassino” di Mario Ferrari

APOCALISSE E PENTECOSTE ATOMICHE

Ho conosciuto Mario Ferrari al Salone del Libro di Torino 2023. Autore singolare che ha, tra le altre cose, scritto un lungo e complesso sequel della Divina Commedia (“Umana Commedia”) e tradotto autori russi.

Per La Torre dei Venti, casa editrice del Gruppo Tabula Fati Solfanelli, ha pubblicato nel 2023 un singolare romanzo dal misterioso titolo “La Pentecoste del Santo Assassino”, opera distopica surreale, di cui merita leggere assieme subito le prime righe:

La bomba atomica era stata collocata nel centro del chiostro grande. Nel centro del Monastero certosino maschile. La bambola atomica era posta nell’occhio di vetro molato del vivaio, fissata come una torre acefala, svettante dal chioroscuro del chiostro”.

Avete capito bene? Una bomba atomica in un monastero! Da qui parte tutta la situazione surreale del libro, che mescola fede, religione, politica, pulsioni stragistiche in un unico calderone a ogni pagina più sconvolgente. L’apocalisse e la pentecoste unite in una bomba “morale” di ispirazione vaticana. Una bomba che, come un Dio apocalittico, separerà i giusti degli ingiusti, i buoni dai malvagi. Amen!

Già nella prima pagina troviamo espressioni forti, nei loro accostamenti lessicali come “erano arrivati solerti molti generali d’armata, e gagliardi di caffè, con l’alta uniforme ben stirata di fresco, prendevano il posto” o “Era tutta un’emorragia di carri armati”.

Non è un caso che questa bomba atomica intelligentemente moralista e selettiva si chiami Pentecoste: “Se Dio ci ha dato il diritto di pensare in termini tecnologici, e di arrivare a pensare alla catastrofe, attraverso questi nuovi strumenti di annichilimento collettivo, allora significa che dobbiamo credere di poterli utilizzare per l’estremo”.

Il lancio di un nuovo missile è sempre un evento teologico intercontinentale”.

Protagonista è Amleto (che di dubbi però mi pare se ne pone pochi), che “Aveva rinunciato alla conoscenza per diventare il citrullo di Dio. Amleto era il pazzo di Dio”. “Egli avrebbe usato la tecnologia atomica per risolvere i problemi teologici del mondo, e della Chiesa”.

Aveva pensato di estinguere il mondo a metà. Aveva egli pensato a una bomba selettiva, caustica, critica, una bomba morale, che avrebbe dimezzato la catarsi selezionando i due ordini: i The best sodali allo Stato e alla Chiesa; separandoli dai the rest, il resto caotico dei comuni mortali. Erano questi ultimi i randagi al mondo, i perdenti, gli idioti, i farabutti, gli irregolari, gli inconcludenti e i destinati all’estinzione.”

Non solo teologia ed escatologia in queste pagine ma, “Tra le muffe festanti di secoli teologici”, troviamo persino insolite geometrie:

La comitiva splendeva a spirale. I monaci si sviluppavano concentrici intorno alla figura del nuovo arrivato”.

E tutto quel concavo invidiava il convesso”.

Se una bomba atomica con poteri da Giudice divino appare surreale, sembra chiaro invece che questo romanzo potrebbe essere anticipatore di futuri distopici in cui la tecnologia possa venire a supporto di folli politiche eugenetiche quali i nazisti non riuscirono a realizzare o che hanno portato avanti gli spartani della saga di romanzi “Via da Sparta”. Una tecnologia intelligente al punto da creare macchine che si credono morali o che eseguono presunti imperativi morali e forse la più atroce delle minacce per i nostri possibili futuri distopici.

Leggiamo allora questo libro anche come un monito contro l’eugenetica tecnologica, magari realizzata con strumenti più sottili della brutale “bambola atomica”.

Carlo Menzinger di Preussenthal

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