Carlo Menzinger legge “Sherlock Holmes sulle tracce di Dante Alighieri” di Pier Luigi Coda

CHI STA FACENDO SPARIRE LE TRACCE DI DANTE ALIGHIERI?

Di Pier Luigi Coda, in vista del Salone del Libro, poiché avremmo condiviso alcuni spazi nello stand e durante una presentazione, avevo già letto “Il Signor William Shakespeare presenta La Vera Storia di King Lear alla Classe III A” (Tabula fati, 2023).

Coda è autore di saggi letterari ma anche, come in questo caso di opere di divulgazione scolastica.

Al Salone ho ricevuto autografato da lui un analogo volumetto “Sherlock Holmes sulle tracce di Dante Alighieri” (Effatà Editrice, 2019) sottotitolo “Il mistero dei robumani”, che immaginando dei furti seriali di opere legate al Sommo Poeta, mette in azione un’investigatrice soprannominata come il più celebre personaggio di Arthur Conan Doyle, utilizzando la trama come pretesto per parlare di Dante e dei dipinti che lo raffigurano o raffigurano le sue opere. Le tracce lasciate volutamente dai ladri sono versi dello stesso Poeta.

Se ne “La Vera Storia di King Lear” l’incontro del Bardo inglese con i ragazzi della III A avveniva grazie a un viaggio nel tempo, in “Sherlock Holmes sulle tracce di Dante Alighieri”la soluzione del mistero è non meno fantascientifica e coinvolge i robumani del sottotitolo, che altro non sono che androidi.

Singolare per un autore che dice non praticare il nobile genere della science-fiction l’uso di alcuni dei suoi tipici elementi.

Come per l’altra opera da me letta, anche qui rimane apprezzabile la volontà di avvicinare al pubblico giovanile le grandi figure della letteratura. Peccato non esserci conosciuti prima perché certo avrebbe potuto dare un bel contributo all’antologia “Gente di Dante”, sui personaggi del tempo e delle opere dell’Alighieri, da me curata con Caterina Perrone.

Carlo Menzinger

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