Carlo Menzinger legge “Stelle” di Paolo Dapporto

AMOR MATURO

Dopo Nel giardino di Emma” e “A guardare il cielo” torno a leggere un volume di Paolo Dapporto, apprezzato autore del GSF Gruppo Scrittori Firenze, “Stelle”.

Se il romanzo “Nel giardino di Emma” era tratto da uno dei racconti di “A guardare il cielo”, ho l’impressione sia lo stesso per questo breve romanzo. Alcuni passi mi suonano, infatti, noti, consueti. La scrittura di Paolo Dapporto, del resto, comincia a suonarmi familiare e questo non è difficile perché il mondo che descrive, toscano, mi è molto vicino e lo stesso le epoche di cui parla, avendo io vissuto le stesse età della vita con poco scarto rispetto a lui. Toni e sensazioni, dunque, suonano familiari ma non credo sia solo per quanto scritto ora. Credo che molto dipenda dalla capacità empatica di questo autore di raccontare di vita, amicizie, amori, fatiche, come da un amico a un altro amico.

La trama, cercando di non svelarne troppo, anche se non si tratta di un giallo, vede l’incontro, l’amicizia e l’amore di una coppia dai nomi biblici, Giuseppe (detto Pino) e Maria, lui cassintegrato, lei prostituta, che trovano un modo per sostenersi a vicenda e vivere assieme. Una storia che, nel suo piccolo, vuole forse insegnarci a superare i nostri pregiudizi. Lettura veloce e piacevole, consumata nel mio lungo viaggio tra Firenze e Torino per partecipare al Salone del Libro di Torino, funestato e rallentato dalla tragica alluvione di questi giorni.

Rispondi