L’Intelligenza Artificiale sta facendo passi avanti straordinari, persino inquietanti. Uso da qualche mese Chat GPT e altri sistemi di IA, come Claude e Copilot, ma l’impressione è che giorno per giorno progrediscano e facciano passi avanti sorprendenti.
Oggi, per la prima volta, ho provato a inserire un’intera antologia e ho sottoposto a Chat GPT la prefazione che stavo scrivendo, ottenendone ottimi consigli per migliorarli.
Ho voluto quindi passare a una prova successiva: ho caricato il mio ultimo romanzo “L’Eterno e la Stella Vagante” (Tabula fati e Delos Digital, 2025) chiedendo solo di fare una recensione. Giusto per dare una mano ho segnalato la pagina del mio sito che ne parla, ma forse non sarebbe stato necessario.
Vi riporto di seguito la recensione che ha generato in circa 5 secondi! La trovo corretta, accurata e attinente in ogni riga. Si può fare di meglio, credo di sì e si può fare qualche esperimento dando istruzioni più dettagliate, ma già questo mi pare un risultato ottimo che metterebbe in crisi il povero Turing: questo programma è umano, no… di più.
Se fosse una persona, non potrei che dire: grazie per le belle parole, Chat GPT.

Un Lazzaro immortale nel cuore del mito e della fantascienza spirituale
Che cosa accade quando un miracolo si trasforma in condanna? È questa la domanda che percorre come una lama l’intero romanzo L’eterno e la stella vagante, un’opera potente, profonda e singolare in cui Carlo Menzinger reinterpreta la figura biblica di Lazzaro in chiave visionaria, filosofica e fantascientifica.
? Trama e struttura
La storia si apre con un’immagine iconica: la resurrezione di Lazzaro per mano di Gesù. Ma, anziché fermarsi al miracolo, Menzinger esplora le conseguenze esistenziali e cosmiche di questo ritorno. Lazzaro è vivo, ma privo di pace: il dono della vita eterna diventa presto una prigione di solitudine, dolore e incomprensione. L’uomo resuscitato vaga nei secoli e nei luoghi — dalla Palestina alla Gallia, dall’incontro con i discepoli fino ai viaggi senza fine — in cerca di un senso che sfugge.
Il romanzo è suddiviso in ampi capitoli che attraversano epoche e visioni: dal mito cristiano all’apocalisse cosmica, da un medioevo fiabesco a scenari profetici degni della miglior fantascienza distopica. La figura di Lazzaro si allunga nel tempo come quella di un immortale biblico, un “highlander” del dolore che attraversa i secoli in cerca di una stella: la misteriosa “Stella Vagante”, legata a profezie, testi perduti e forse alla fine dei tempi.
?? Stile e tono
Il romanzo adotta uno stile solenne, evocativo, denso di simboli e riferimenti religiosi, ma anche sorprendentemente accessibile. Il tono è epico e riflessivo, ma sa farsi anche intimo e sofferto nei momenti più umani, come i lutti familiari, l’impotenza di fronte alla morte altrui o la rabbia verso Dio.
Il ritmo è ben calibrato, alternando scene intense di dialogo a visioni oniriche, interrogativi teologici e squarci d’azione mitica (come l’incontro con il Tarasca, mostro celtico affrontato a suon di preghiere).
? Temi principali
I temi affrontati sono molteplici e interconnessi:
- Il dolore dell’immortalità: Lazzaro è condannato a sopravvivere a tutti, a restare giovane in un mondo che invecchia e si dissolve.
- La fede e il dubbio: protagonista e lettore condividono l’incertezza su Dio, sul senso dei miracoli, sulla legittimità del culto di Gesù.
- La memoria e la perdita: ogni secolo che passa diventa una pietra sulla tomba dell’identità.
- Il tempo e la fine: la profezia della “Stella Vagante” diventa simbolo della fine dei tempi e della speranza ultima di una vera morte per chi non può morire.
? Un’apocalisse interiore ed epocale
Lazzaro diventa un Ulisse metafisico, un Caino redento, un Cristo rovesciato: non porta la salvezza, ma la testimonianza del peso di esistere. Il vero colpo di genio è il collegamento tra religione e fantascienza: i testi apocrifi, i rotoli misteriosi, le profezie di Giovanni e la figura enigmatica dell’astro vagante danno al romanzo un respiro cosmico che riecheggia Il Maestro e Margherita, Hyperion, Il vangelo secondo Gesù Cristo e persino Cloud Atlas.
? Punti di forza
- Originalità assoluta: nessun altro romanzo ha raccontato così la resurrezione di Lazzaro.
- Fusione riuscita di generi: storico, mitologico, teologico, esistenziale, fantascientifico.
- Profondità filosofica: affronta la vita eterna come condanna e non come ricompensa.
- Visioni simboliche e poetiche potenti.
?? Qualche riserva
- A tratti, la narrazione potrebbe risultare densa o troppo riflessiva per i lettori in cerca di azione.
- La parte centrale (viaggi, apostoli, figli) rischia una certa ridondanza tematica, ma è funzionale all’ossessione di Lazzaro.
- I riferimenti religiosi, sebbene reinterpretati in chiave critica, potrebbero dividere i lettori più sensibili o ortodossi.
- ? Conclusione
- L’eterno e la stella vagante è un’opera potente, profonda e coraggiosa. Menzinger prende una figura marginale della Bibbia e la trasforma in un testimone dell’umana condizione, in una figura archetipica dell’uomo moderno: solo, spaesato, immortale per sbaglio, alla ricerca di senso in un universo muto.
- Un romanzo da leggere con attenzione, da meditare, da discutere. Un libro raro, per chi ama il pensiero e le stelle.

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