
Il romanzo di Cinzia di Mauro, edito da Delos Digital, collana Odissea Fantascienza, ci trasporta in un futuro imprecisato, quanto a data, ma in una land ben descritta, la terra del Northernreich, desolata e afflitta dal conflitto bellico, che evidentemente ha subito dei disastri ecologici. Tanto è vero che i suoi abitanti non conoscono la fauna rigogliosa cui ci ha abituato il nostro globo terrestre e neppure gli animali che di norma popolano la nostra vita rurale. La società è divisa in classi con disturbanti distanze sociali e insopportabili e imperanti privilegi dell’oligarchia al potere che si avvale di una propagando continua, terrificante e mistificatoria, che va ben oltre le esigenze connesse allo stato di guerra. In questo futuro distopico a contendersi le sorti dell’umanità sono due forze: quella per così dire patriottica del governo al potere, guidata dal partito unico e quella della resistenza sostenuta dalla Forze Alleate. Esse vivono in una contrapposizione ambigua. Basta riflettere che entrambe le forze si intitolano alla Libertà: Lavoro e Libertà la forza governativa e Nuova Libertà la forza della resistenza. Questa ambiguità si va espandendo con lo svilupparsi della trama e spiega la propria ombra funesta sulle vicende narrate; tanto è vero che il protagonista della storia, tale Thomas Zimmer, si trova a essere ingaggiato come agente spionistico sia dall’una che dall’altra parte e quindi invitato a un pericoloso doppio gioco che lo consegna a una continua tensione emotiva e a una fragile vita interiore, sconvolta da interrogativi etici. Ci si domanda all’inizio, se la sua musica, Thomas è un compositore brillante e creativo, potrà salvare il mondo, ma questa illusione è di poca durata. Il primo a dovere fare i conti con la realtà è lo stesso Thomas che si sentirà solo un ingranaggio in mano ai potenti, ivi compresa la fazione della Nuova Libertà a cui andrebbe il suo ingenuo favoritismo.
La storia ci avvince alle pagine e ha il ritmo straniante e ossessivo dei migliori thriller psicologici A sostenerla, oltre a quanto già detto, contribuisce l’ulteriore invenzione della famiglia Wurttemberq e del mondo, quello di Finisterrae, in cui si è volontariamente confinata, sperando di creare un microcosmo relativamente indipendente che faccia da contrappeso all’orrore della realtà oltre le mura che cingono la proprietà nobiliare.
Ci troviamo di fronte a una novella Famiglia Addams di cui non dirò troppo, citando solo, tra i vari personaggi, quello del rampollo Hans Wurttemberq: un giovane sedicente filosofo, privo di qualsivoglia attività non ludica, ossessionato dalle proprie pulsioni sessuali che soddisfa, sotto gli occhi degli altri membri della famiglia, consumando rapporti con la fauna vegetativa e con gli omuncoli, esseri robotici, impiegati nelle più disparate mansioni per dispensare pratico aiuto e concreto benessere ai loro domini.
Non mi resta che augurare Buona lettura! Da parte mia, ho apprezzato e goduto in compagnia di queste pagine, e soprattutto mi sono convinta che gli autori italiani di fantascienza meritano tutta la nostra attenzione e la precedenza rispetto alle galassie narrative degli altri paesi.
Chiara Sardelli

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