Chiara Sardelli legge “Il risveglio del Leone” di Pierfrancesco Prosperi

Sono una buona lettrice di storie di spionaggio, ma come mio costume, prediligo i classici, tipo Eric Ambler, Ian Fleming, John le Carré, Ken Follett, Robert Harris, Daniel Silva. I bene informati mi invitano a leggere almeno Frederick Forsyth e Len Deighton, carenze alle quali spero di rimediare al più presto. Dunque mi ero disinteressata alle collane curate da Mondadori, Segretissimo e Segretissimo SAS. Con mio vivo piacere, spinta dal nome dell’autore, Pierfrancesco Prosperi che conosco e ammiro per le sue opere di fantascienza, mi sono accostata alla serie con protagonista Stefano Leone leggendo il romanzo d’inizio, Il risveglio del Leone, che esce nel marzo 2016 (pubblicato in Segretissimo col numero 1629). La serie conta altre tre uscite sempre su Segretissimo e il romanzo Incubo su Lubecca pubblicato da Tabula Fati.

In questo romanzo tutto mi è stato gradito. L’incipit avvia con la descrizione dell’attacco che subisce una tenuta vinicola nel deserto del Negev, un attacco evidentemente condotto da forze speciali con AK 47 e bombe incendiarie che fa da subito rendere poco credibile la pista ufficiale con cui si alimenta l’allarme contro il fanatismo religioso motivante l’ostilità verso bevande sacrileghe. Si viene a scoprire con immediatezza che il vero obiettivo è la base de L’unità, la struttura segreta, parallela al Mossad, diretta da Stefano Leone e appunto avente sede nei sotterranei della tenuta. Grazie anche a questo andare al nocciolo della questione, senza giri di parole e dispersione di pagine, si stringe il patto con il lettore che segue e si appassiona alle vicende del protagonista e simpatizza con lui.

Stefano Leone, agente segreto del Mossad, di origini italiane, viene colto, in più episodi, nella vita privata. Lui come tutti i membri della sua squadra, per coprire con assoluta segretezza le azioni affidate alla cellula che dirige, si vede costretto ad avvalersi della falsa identità di titolare della Lion Winery. e come tale si presenta alle autorità e alla sua amante, Carolyn Laughlin, in un rapporto che si consolida come significativo, fuori dalle lenzuola; ma sarà smascherato dalla donna, anche lei frammista e coinvolta in operazioni segrete. Carolyn darà anzi un contributo essenziale alla vittoria di Stefano nell’attuale missione, affiancandolo e garantendone la salvezza contro i terroristi che vogliono fargli la pelle. Con poche efficaci pennellate Pierfrancesco Prosperi apre il sipario sul passato di Stefano facendo scorrere le ombre che ne hanno condizionato la giovane vita. Lo accompagna nell’affetto per la mamma, sopravvissuta alla scomparsa del padre (morto nella tragedia delle torri gemelle, al Word Trade Center). La donna, affetta da Alzheimer, è ricoverata in un istituto specializzato.

Ottima si rivela la narrazione dedicata a esplicitare l’inserimento del protagonista nella struttura segreta, sia quando agisce come capo del gruppo operativo che fa a lui riferimento, sia per i rapporti che intrattiene con il superiore diretto e i responsabili del collegamento con le autorità governative.

Non vado oltre sulla trama, rispettando chi volesse accingersi alla lettura.

Mi interessa piuttosto evidenziare alcuni pregi che ho riscontrato. Intanto l’unitarietà della storia che non perde mai il proprio baricentro. Nonostante le ambientazioni si disperdano per il globo, a New York, a Mosca, all’ Isola di Cipro e si dibattano tra Medio Oriente, Hong Kong e Indonesia, l’intreccio rimane comprensibile e il succedersi degli eventi è accresciuto nella credibilità proprio dalla ricchezza delle sotto trame. Il ritmo narrativo mantiene alta la suspence, sebbene l’autore rinunci al tecnicismo dei colpi di scena (che io francamente non amo). La scrittura mostra la mano ferma di chi è padrone del mestiere e non manca di leggerezza.

Chi mi accompagna

Pier Francesco Prosperi nasce ad Arezzo 1945, è autore di romanzi e racconti di fantascienza, soggettista e sceneggiatore di fumetti. Giovanissimo inizia a scrivere di fantascienza e pubblica il primo racconto, Lo stratega, su Oltre il Cielo nel 1960. La sua pubblicazione di racconti è vastissima, oltre 160, accolti dalle principali testate e antologie di settore. I suoi romanzi (impossibile citarli tutti in queste brevi righe) spaziano tra variegati generi, oltre la fantascienza appunto, l’ucronia e la fantapolitica, il giallo, anche frammisto al gotico e al fantasy. Con lo pseudonimo di Agatha Francis ha pubblicato due romanzi rosa tra il 1982 e il 1983.

Le sue escursioni nel mondo dei fumetti lo hanno portato in qualità di soggettista e sceneggiatore a importanti collaborazioni (con L’ Intrepido, Il Monello, Lanciostory, Topolino, Skorpio, Martin Mystère, Zona X, Corto Maltese, Gordon Link, Tiramolla, Diabolik).

Vincitore di numerosi premi in concorsi specializzati nel Fantastico (Premio Italia, premio Cosmo, Premio Ungaretti e molti altri) è un degli scrittori più amati.

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