Chiara Sardelli legge “Joannin” di Antonietta Toso

Ho appena terminato la lettura di “JOANNIN” opera prima di Antonietta Toso e volentieri lo commento.

Il romanzo segue le avventure, sarebbe più giusto dire le disavventure, di Giovanni Padoan, soprannominato Joannin, da quando in tenera età si trasferisce con i genitori a San Donà del Piave. Vi incontra subito antipatie e resistenze facendo fatica ad ambientarsi nell’ambiente scolastico, dove darà spiegazioni per quel suo curioso nomignolo e sarà invitato a indicare sulla carta geografica la località di Lama Polesine, suo paese natio.

Non farà a tempo a riaversi da questa non felice accoglienza perché prove ben più dure lo aspettano: la morte dell’amata madre Nina, l’abbandono del padre e, a seguire, il nuovo trasferimento a Bologna. Sarà così che entrerà nella famiglia di Ernesto, padre vedovo di Catia, una bambina della sua stessa età. Il ragazzo, duramente provato, reciderà i legami con la famiglia di origine, ma non si sentirà mai accolto da Ernesto. Si rifugerà nelle letture, una passione che la madre ha sempre coltivato in lui, riuscendo a contare sull’appoggio di Marilena, la bibliotecaria, che gli resterà accanto nella sua breve esistenza. Irrobustito nell’immaginazione, egli indagherà il significato della vita come suggerito dagli astri della sua carta natale e soprattutto ascolterà Athos, il suo tenace amico che, uscito fuori dalle pagine di Dumas padre, gli cederà forza e vigore convincendolo della sua unicità.

Le pagine proseguono raccontandoci il tentativo di Joannin di emanciparsi e rivalersi sul destino ingrato. Da prima arruolandosi come volontario nella seconda guerra mondiale, così da conquistare le mostrine di caporale e accorciare la distanza tra lui e Catia di cui intanto si è follemente innamorato. Tornato dal fronte, si riconverte alla vita civile con l’impegno politico nel partito liberale. Fino alla battaglia estrema e impari con il bacillo di Koch.

Tipico romanzo di formazione, “JOANNIN” gode della freschezza, talvolta acerba, delle opere prime, creando un personaggio a cui è facile affezionarsi.

Antonietta Toso nasce a Rovigo da cui si trasferisce, adolescente, a Roma. Gli anni più formativi per lei saranno quelli trascorsi in Australia a Melbourne dove acquisisce il titolo di Bachelor of Business accounting. Visitata dal tarlo della scrittura, sorretta nel talento dalla scuola “genius”, nel 2021 dà alle stampe “Joannin” il suo primo romanzo.

di Chiara Sardelli

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