
In questo romanzo gli uomini si sono avventurati oltre il sistema solare per andare ad esplorare 61 Cygni VII, esattamente il settimo pianeta di questo diverso sistema, nel quale si presumeva vi fossero le condizioni di vita più favorevoli alla specie
A tentare l’avventura e riuscire dove tutti hanno fallito è Ash Sutton il protagonista di queste pagine Dopo questa esperienza Ash Sutton sa di non essere più solo, non è più solo perché è in grado di ascoltare il proprio Destino, quella astrazione simbiotica di cui lui è parte e che è parte di lui Non sapendo bene come definirla e di cosa si trattasse gli ha dato il nome di Jonny, quasi come i bambini che ribattezzano il loro giocattolo preferito. L’amico invisibile agli altri che per loro è il germe della salvezza. Il Destino che ora lui sa ascoltare lo ha orientato verso la sua missione che è quella di spandere il verbo della consapevolezza, una consapevolezza che è comune a tutte le specie viventi per le quali tutte è creato il Destino. Tutte le forme di vita possiedono un Destino non solo quella umana, esiste una creatura del Destino per ogni essere vivente. La conclusione è valida per sia le forme di vita biologica sia per le forme di vita chimica come gli androidi che sono stati creati dagli uomini e hanno diritto, potremmo dire un diritto naturale, che per loro ha previsto un loro Destino. Ash Sutton ha già in parte adempiuto a questa sua missione divenendo l’autore di un libro, un libro che un tempo è stato scritto ma di cui è in circolazione un’edizione rivista che distorce questa semplice verità (e quindi anche il pensiero di Ash), attribuendo agli umani un primato, un’esclusività sul Destino che a loro non compete. Il romanzo, in effetti, può essere anche descritto come la guerra temporale che a causa di questo libro si scatena. L’unico a vedere giusto in questa guerra è proprio Ash: sebbene stia sempre dalla parte della specie umana a cui continua ad appartenere anche in questa fase dalla sua vita illuminata da una nuova consapevolezza, egli sa che l’uomo non ha nemici se non quelli che si crea da solo e se vuole risultare vittorioso non ha che da piegarsi agli insegnamenti del Destino che lo renderà umile e responsabile.
So di avere suscitato la vostra curiosità, una curiosità che non andrà delusa. Vi auguro buon tempo in compagnia di questo grande classico!
Chiara Sardelli

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