Chiara Sardelli legge “Sempre a Est” di Massimo Acciai Baggiani

Massimo Acciai Baggiani, animatore del laboratorio di scrittura cui partecipo, è l’autore di questo romanzo “Sempre ad Est” che, in pratica, è il suo primo romanzo. La prima edizione esce nel 2011 per merito della CE Falagi Editore. In questo 2022 l’opera è stata pubblicata da Delos.

Come per altre narrazioni di Massimo, non è semplice dare una definizione di questo testo poiché si rischia di offrire una chiave di lettura parziale che magari esalta alcuni aspetti dell’opera e ne trascura altri pure significativi.

Per trovare un comune terreno di intesa, si può dire che il romanzo ruota intorno al topos letterario del viaggio dell’eroe. In un certo senso ci troviamo alle prese con un romanzo di formazione che spazia nel fantasy.

La prosa cristallina semplice e diretta lo rende adatto al pubblico prettamente giovanile, ma, come insisto a dire nelle righe finali di questo commento, il testo è sfidante, impegnativo e piacevolmente provocatorio per chi volesse anche esercitarsi e cimentarsi con la scrittura.

Hynrec, il protagonista della storia, non ha le caratteristiche esaltanti dell’eroe, vive da semplice falegname e taglialegna nel villaggio di Gaweeck e vi conduce l’esistenza comune agli umili per i quali la pienezza della vita dipende dall’apprezzamento che si dà alle piccole cose. Il villaggio si ammanta di un’aura ai confini della realtà, non è caratterizzato da una specifica dimensione spazio temporale. Vi si tiene una fiera mensile che gode di una giusta fama, ma vi si è perso memoria del batter moneta. Nelle sue vicinanze si estende il “Bosco degli spiriti inquieti” dove trova dimora Sering, il Veggente, che offrirà al nostro le sue predizioni iniziandolo ai segreti degli esagrammi dei Ching.

La magia non sarebbe completa se non vi si contemplasse l’esistenza di animali fantastici. La vita non è stata facile con Hynrec: la sua unica ricchezza è una coppia di surypanta, animali potenzialmente immortali, che sono la memoria vivente del mondo, essendo dotati di una sorta di telepatia animale che li rende capaci di far rivivere il passato. Nonostante che questi loro prodigi siano tenuti sotto segreto da Hynrec, la femmina suripanta, Say, che assomma alle altre qualità il canto dalla tonalità altissima, mai stridulo o sgradevole, finisce per essere rapita e andrà a rinvigorire l’orgoglio di un mago malvagio che fa collezione di questi esseri rari.

Ecco spiegato il motivo principale che spinge Hynrec al suo viaggio. Un viaggio che lo consegnerà a esperienze ignote, svelandogli l’immensa vastità dell’Oceano e la provvidenziale costanza del suo cavallo. Frungar, animale fedele, non abbandonerà mai il suo padrone, nonostante la sbadata trascuratezza di cui è vittima incolpevole.

Ho trovato molto incanto in queste pagine che attraggono anche lettori accaniti e smaliziati come io mi ritengo. Un primo pregio che ho apprezzato è l’unitarietà della trama costruita intorno a pochi personaggi e diretta allo svelamento dell’enigma: così non si perde mai il senso della storia che mantiene un suo stabile baricentro. Sebbene l’autore si permetta il colpo di scena finale, questo è condotto con misura e maestria e ci parla degli interessi più autentici dell’autore, delle domande esistenziali che lo assillano per la cui soddisfazione la scrittura diventa una specie di strumentale grimaldello.

In filagrana, e con vera soddisfazione, colgo le influenze classicheggianti che hanno strutturato l’immaginario vivido dello scrittore, orientato dalle reminiscenze fantascientifiche di autori come Ray Bradbury, le vicinanze ai meandri dell’assurdo pirandelliano, la fascinazione sottile delle storie di realismo magico.

Mi piacerebbe indagare questo testo che trovo per alcuni aspetti magistrale costruendovi intorno un percorso didattico specifico che indaghi le tecniche e ne spieghi il talento.

Chi mi accompagna

Massimo Acciai Baggiani, fiorentino classe ’75, vanta oltre venticinque pubblicazioni tra testi poetici, di saggistica e di genere narrativo. È fondatore e dirige il blog di letteratura varia “I segreti di Pulcinella”, è redattore della rivista “Area di Broca” e membro del Gruppo Scrittori Firenze e del World SF Italia.

Uomo di cultura in un senso ampio e radicale, conoscitore di più lingue dal respiro universale, ha fatto dell’Esperanto la sua seconda lingua se non la prima, classificandosi in vari concorsi letterari.

Chi è interessato alla sua opera può leggere “Il narratore di Rifredi. Massimo Acciai Baggiani, le opere e il quartiere” la biografia che gli ha dedicato Carlo Menzinger di Preussenthal.

di Chiara Sardelli

Rispondi