
Science fiction, ucronia, fantasy. Se dovessi riassumere in estrema sintesi il mio giudizio su questo libro direi così: mi sono divertito molto. E infatti è così, mi ha divertito l’imprevedibile eterogeneità dei racconti, mi hanno divertito le ucronie, mi hanno divertito le ipotesi fantascientifiche con le loro future minacce, mi ha divertito riconoscere i luoghi della mia città nella loro veste passata e in quella ipotetica futura. Ventiquattro racconti che spaziano nell’immaginabile con unico comune denominatore Firenze. I racconti sono quasi tutti improntati alla tragedia, come dal titolo, ma con una leggerezza ironica che non la fa pesare. Spesso ci sono anche momenti di simpatica comicità, insomma, un libro che offre molti stimoli, che ti permette di passare qualche ora divertente. Ho anche apprezzato la coerenza storica nella costruzione delle ucronie e quella scientifica nelle ipotesi fantascientifiche scelte.
di Francesco Fattorini

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