
Premessa
Finalmente dopo tanti mesi, sono riuscita a finire di leggere “Gente di Dante”. Il volume è stato scritto e pubblicato per il Settecentesimo anno dalla morte del Divin Poeta. Diciamo subito che libri su Dante e la Commedia sono innumerevoli. Di seguito vi allego un link da cui potrete capire quanto vasta sia la produzione letteraria dedicata a Dante e alla Divina Commedia: https://www.700dantefirenze.it/. Cito soltanto alcuni recenti testi, mi perdoneranno gli amici scrittori dell’associazione GSF, ma parlare di Dante è affascinante e complesso allo stesso tempo: “A riveder le stelle” di A. Cazzullo e “Dante” di A. Barbero.
In questo lungo excursus, impossibile non ricordare il testo dedicato a Dante da parte di Boccaccio “La Vita di Dante”. Nel citare questi testi, però, ci stiamo riferendo alla critica letteraria del Sommo Poeta o al massimo ad alcuni fugaci passaggi della Sua vita. Chiunque si occupi di Dante, infatti, si sofferma sulla sua figura e la Sua opera: “La Divina Commedia”, commentata da Franco Nembrini– giusto per citare una delle ultime edizioni della Commedìa.
Quasi nessuno si occupa delle persone che hanno fatto parte della vita di Dante Alighieri. Rimane, ad esempio, un mistero di chi fosse realmente Gemma Donati, così giusto per fare un esempio.
Questa mia lunga premessa era doverosa, perché non stiamo parlando di un poeta qualunque ma stiamo parlando del Sommo Poeta. La Divina Commedia è l’opera più letta e tradotta dopo la Bibbia.
Recensione
L’opera qui presente quindi, a differenza della maggior parte dei testi pubblicati, ha un approccio originale e ambizioso. Si tratta di un progetto editoriale sotto forma di antologia, suddivisa in due parti: una parte storica e una parte puramente creativa.
L’opera è edita dalla casa editrice TABULA FATI; ha ottenuto il contributo del Museo Casa di Dante di Firenze. Contiene una bellissima prefazione del professor Massimo Seriacopi e una presentazione di Paolo Ciampi. È corredata da un’ottima introduzione scritta a quattro mani da Caterina Perrone e da Carlo Menzinger.
Si dà merito a tutti gli autori che si sono prodigati nello scrivere i racconti di questa ampia e dettagliata antologia, un’operazione collettiva che mira e, direi, riesce a dare forma e vita a personaggi più o meno noti che hanno fatto parte della vita di Dante. Difficile dire quale sia il racconto che mi è piaciuto di più.
Sicuramente mi ha colpito per la sensibilità, il racconto di Brunetto Magaldi “Il breve soggiorno lucchese di Dante Alighieri”. Inutile dire che si fanno numerosi riferimenti ai personaggi della vita ma anche a personaggi citati nella Commedia: “Io sono la Pia” di C. Perrone. Si ringrazia per l’incipit:”….ricordati di me che son la Pia, Siena mi fé, disfecemi Maremma….” (Dante Alighieri, Purgatorio V 130 -136). Ci tengo a precisare che le fonti storiche dedicate alla vita di Dante sono molto poche, spesso sono soltanto dei frammenti. Quindi tutti gli autori sono stati davvero bravi nel cercare di ricostruire fatti e vicende, soprattutto quelle meno note.
Certo un conto è scrivere della battaglia di Campaldino, mi riferisco al racconto di Giorgio Smojver oppure il racconto davvero originale di Alessandro Lazzeri “Campaldino 2021”. Pregevoli i due racconti: “La conversazione” di Giovanni Paxia e “La vendetta de lo Alighieri” di Sergio Calamandrei. Del primo, vi riporto l’incipit: “L’anno scorso un ricercatore dell’Università Paris-Sorbonne si è imbattuto in un documento in latino medioevale…” Si narra di una conversazione che sarebbe avvenuta a Ravenna nel 1318. L’autore di questo documento risulta essere un certo Jacopo Tessari. Al lettore e agli studiosi lasciamo il compito di approfondire la veridicità di questo documento sul quale sapientemente G. Paxia riesce con maestria a costruire un gradevole e verosimile racconto.
Renato Campinoti invece ci narra di un episodio accaduto a Jacopo Alighieri, figlio di Dante e Gemma Donati. Luca Anichini nel suo racconto “L’arte della guerra” ci rammenta le due battaglie più importanti per la Repubblica fiorentina: la prima contro la Repubblica senese e la seconda contro Arezzo. Siamo nel 1289 e Dante all’epoca aveva ventiquattro anni.
Si ringraziano tutti gli autori per le numerose citazioni della Commedia. D’altronde sarebbe stato inconcepibile non farlo.
Interessante il racconto di Cristina Gatti “L’occultista ascolano”. Il suo racconto molto dettagliato ci parla di Francesco di Simone Stabili, detto Cecco d’Ascoli, accusato d’eresia per aver scritto un libercolo dal titolo “L’Acerba”, che è stata definita l’“Anti Commedia” da Gianfranco Contini.
L’unico racconto dedicato a Gemma Donati è quello dal titolo: “Io sono colei di cui nessuno mai parlò” di Antonella Cipriani. Racconto finalmente tutto incentrato tra Dante e sua moglie, Gemma Donati.
Sorpresa ma non più di tanto dal racconto di Miriam Ticci “Dante ed io”, in cui l’autrice ci racconta semplicemente il suo rapporto con Dante. Un rapporto che non può concludersi in poche righe e parole. Dante è stato immenso nella Vita, per le sue vicende complesse, e per la sua vasta produzione letteraria.
Mi fermo qui; non me ne vogliano gli altri autori. Tutti bravissimi, nessuno escluso.
In conclusione, vi consiglio vivamente la lettura di questo testo a cui spero di aver dato il mio piccolo contributo, perché è un progetto editoriale collettivo che ci racconta fatti e particolari non dall’alto del Sommo Poeta ma dal basso, almeno in apparenza. In apparenza, perché come spero si sia compreso di “basso” e di popolare, in realtà c’è poco se non niente. Ancora complimenti a tutti per questa antologia così intelligentemente progettata e impostata. Un libro che può essere inserito accanto e testi di più noti studiosi; un libro che sicuramente non può mancare nella biblioteca di chi ama Dante.
Gabriella Zonno

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