Eccoci ad una nuova recensione. Stavolta si tratta di un libro che ho acquistato casualmente, attratta dal titolo. Erano I primi giorni dopo il lockdown del 2020. Le librerie avevano riaperto da poco. Così mi decisi ad andare in una libreria di quartiere . Ero già andata in centro, in attesa della riapertura della libreria “Il li braccio”, che ormai é diventata la mia libreria preferita, quando non faccio acquisti on line. Quel giorno ero andata in realtà per comprare un libro di A.Camus, La peste. Purtroppo o per fortuna quando entro in una libreria, per me è molto difficile non farmi incantare e affascinare dai libri. Mi sono dovuta imporre di andare raramente in libreria, onde evitare di rischiare di comprare l’intera libreria. In ogni caso, mentre contenta mi avviavo alla cassa per pagare, l’occhio sempre vigile da buona judoka cadde su un testo dalla copertina bianca. “Voltaire contro Shakespeare” di M. Fazio, ed. Laterza. . Leggo le informazioni sull’autrice a me sconosciuta. Qualcosa mi dice che il libro può essere interessante; qualcosa mi dice che non é il solito libretto divulgativo per fare soldi. Lo compro. Inizio a leggerlo piano piano per gustarmi tutti i passaggi. Oggi posso dire che é un piccolo grande capolavoro. Un omaggio al teatro, all’Europa, e soprattutto uno spaccato di vita intellettuale del secolo più interessante storicamente. Grazie a questo testo possiamo capire il passaggio dal teatro legato ai parametri greci, il teatro improntato alla Cultura alta per poi approdare , al teatro moderno, al teatro moderno.
Tutto questo viene raccontato dal punto di vista più aristocratico e più borghese allo stesso tempo.
Il 1700 é stato un anno particolare, un anno di cesura tra il Medioevo e la Modernità
Entriamo nel merito. Il libro illustra il dibattito poi perso tra la Cultura francese e la Cultura inglese. L’angolatura ci viene offerta dal più grande intellettuale del Settecento, colui che battaglió per la libertà ma che era un profondo nazionalista. Voltaire che tutti noi conosciamo per quell’opera splendida intitolata “Candide”, di cui se permettete riporto qualche frase: “ Ci vogliono notai, – diceva, – e preti, testimoni, contratti e dispense”. L’ingenuo gli rispose con la riflessione che i selvaggi hanno sempre fatto: “Siete dunque gente parecchio disonesta se vi ci vogliono tante precauzioni”, “…Nelle città che sembrano goder la pace, e dove fioriscono l’arti, gli uomini son divorati da più gare, più pensieri, e più inquietudini, che una città…..le tristezze secrete sono ancor più crudeli che le miserie pubbliche”, “..A qual fine questo mondo è stato dunque formato? ripiglia Candido. – Per farci arrabbiare, risponde Martino.”
Tutti quindi abbiamo sempre pensato al pensiero filosofico di Voltaire, giustamente. Infatti, il nostro era un intellettuale a tutto tondo, molto acculturato ma anche impegnato civilmente. Quello che invece conosciamo meno é la sua ambizione. Voltaire ambiva a diventare uno dei migliori commediografi di tutta Francia. In linea con Corneille e Racine. L’autrice ce lo descrive così:”..poeta, drammaturgo, narratore, critico, filosofo…”. “Egli non è stato…Si interessava al bene pubblico…”..un uomo libero che ha sempre detto ciò che pensava !
Non un intellettuale chiuso in se stesso, ma aperto al mondo, nonostante la costante paura di dover morire. Ha scritto tragedie e commedie dalla giovinezza ( “Edipe”, 1718 ), fino alla vecchiaia( “ Iréne”, 1778). É lo stesso Voltaire che farà conoscere al pubblico di Francia, l’opera di Shakespeare grazie ad un soggiorno svoltosi tra il 1724 e il 1728. Tutto bene dunque ? Si fino al 1760, quando durante la Guerra dei Sette anni, fu chiaro che la Francia stava perdendo la guerra contro l’Inghilterra. Shakespeare era ormai un autore conosciuto ed amato, tanto da mettere in crisi la supremazia culturale francese. Cosa piaceva del teatro shakespeariano ? “Shakespeare,…, trascendeva i limiti aristocratici della cultura e metteva in scena non eroi ma i primi uomini moderni,….senza seguire alcuna regola, mescolando il tragico al comico, l’alto al basso.” ( pag. XII). Agli occhi di Voltaire, il Bardo appariva come un “barbaro”. “La riscoperta di Shakespeare mette fine alla tradizione del mondo neolatino, all’ egemonia culturale francese,…” ( pag.XIII). Per essere più precisi:”Con la crisi del mondo neolatino nasce l’epoca che si sta chiudendo, nella quale la lingua francese é stata sconfitta da quella inglese, proprio come il francese agli inizi del Seicento aveva sconfitto l’italiano. [ Questa vicenda] non é un discorso sul mondo dell’antico regime. Narra invece l’origine del nostro mondo culturale, origine che é importante conoscere, in cui pare agonizzare”( pag. XIII). In breve questo testo é una lettura indispensabile per tutti coloro che ignorano la storia della letteratura francese, ma soprattutto mondiale. Io mi fermo qui per non tediarvi, ma credo sia abbastanza scontato dirvi che ho sottolineato quasi tutto il libro.Shakespeare é sempre stato uno dei miei autori preferiti fin da piccola. Non a caso quando trecidenne andai per la prima volta in Inghilterra con la mia mamma, appena siamo arrivate a Stratford-upon-Avon, mi precipitai nella prima libreria per comprare un testo dedicato a “Romeo e Giulietta “, ovviamente in inglese. Dopo qualche anno, ho potuto vedere Vittorio Gassman recitare a Firenze “La tempesta”. Ho visto alla Pergola l’ “ Amleto recitato da Gabriele Lavia. Ho visto quasi tutti i film recitati e prodotti da Kenneth Branagh. Ho visto ovviamente anche altre commedie del Bardo. Ho anche recitato il monologo di Giulietta, quando ho frequentato il secondo corso di recitazione. Voltaire, invece, appartiene a un secolo a me molto caro. Adoro la cultura settecentesca, anche se ignoravo lo confesso questa sua predilezione. Come molti, credo, conoscevo Voltaire filosofo. Grazie a Mara Fazio, ho scoperto il Voltaire uomo e scrittore di teatro. Con i suoi pregi e con i suoi difetti. A questo punto non mi rimane che consigliarvi la lettura del libro, sperando con la mia modesta recensione di aver contribuito a ringraziare Mara Fazio per il lavoro svolto.

Gabriella Zonno

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