Martedì 31 maggio alle ore 18:30
al Giardino delle Rose – Firenze.
Performance & Lettura
L’Associazione GSF presenta:
I MARTEDÌ DELLE SCONFINATE. MARY E FLORENCE
A cura di Cristina Gatti e Nicoletta Manetti
Carmignani Editore 2022

“Disubbidienti, figlie di Antigone. Per amore, per vendetta, per una passione tale da scompaginare ogni regola. Donne fuori e oltre ogni schema, che hanno rotto i vetri della convenzione, non importa se nel bene o nel male. Sconfinate, letteralmente “senza confini” capaci di contenerle.
I singoli autori proporranno una versione performativa del proprio monologo. Oggi Cristina Gatti e Antonella Cipriani ci presentano i loro monologhi, “Mary” e “Florence”.
Mary Shelley (Londra 1797 – Londra 1851): Mary Godwin nasce mentre sua madre muore, per le conseguenze del parto. Educata dal padre, scrittore e giornalista politico, ne eredita lo spirito contestatore. Diviene una vera e propria femminista ante-litteram. Conosce Percy Bysshe Shelley quando ha solo quindici anni e lui venti. Fuggono in vagabondaggio per l’Europa e perdono, a Venezia, il loro primogenito. In “Frankenstein”, or “The Modern Prometheus”, scritto a soli diciannove anni, Mary dà vita ad un personaggio capace di sfidare ogni limite, così come Prometeo aveva sfidato gli dei per donare il fuoco agli uomini. Nel 1819 la morte del figlio William di soli due anni getta Mary in una grande prostrazione. Culminata quando anche Percy muore, tre anni dopo, annegato nella baia di La Spezia. Dei figli, solo Percy Florence sopravvive, e con lui, nel 1823, Mary torna definitivamente in Inghilterra, dove muore, a cinquantatré anni, nel 1851.
Florence Nightingale (Firenze 1820 – Londra 1910): nasce a Firenze da una famiglia dell’alta borghesia britannica. Infermiera e riformatrice sociale, la si può considerare la fondatrice della moderna professione infermieristica. Insegue il suo sogno, sostenuta da lei stessa definita “la chiamata divina”: aiutare e assistere le persone malate e bisognose. Con ostinazione e tenacia si oppone a ciò che la società borghese vuole fare di lei.

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