
Di Massimo Acciai Baggiani
Il mio rapporto con la mitologia greca è sempre stato di grande fascinazione, fin da quando mi veniva proposta nella scuola media; anzi già da prima, quando, bambino, seguivo in TV le avventure di Pollon, eroina dell’omonimo cartone animato giapponese. In seguito i personaggi mitologici sono ricomparsi spesso nelle mie letture da adulto e proprio in questi giorni è rispuntato, svuotando un vecchio scaffale rotto, il mio libro di epica delle medie e, suggeritomi dall’amica Antonella Bausi (che ringrazio), ho letto la silloge poetica dell’amico Massimo Seriacopi Miti, edito da un altro amico, Enrico Taddei, per i tipi della sua Edizioni Setteponti.
Seriacopi dedica ciascuna poesia a molti dei personaggi della mitologia, insistendo soprattutto sul Minotauro (il cui nome era Asterione, come ci ricorda anche il racconto borgesiano La casa di Asterione[1]) la cui vicenda è narrata in tre distinte poesie. Come Borges, anche Massimo ribalta il mito del mostro, assumendo il suo punto di vista di vittima più che di carnefice. Lo fa notare anche lo stesso Taddei nella postfazione. Interessante e approfondita anche la prefazione di Lia Bronzi.
Naturalmente la comprensione delle liriche presuppone la conoscenza dei miti stessi: non è infatti una semplice narrazione divulgativa ma una vera e propria riscrittura da un punto di vista inedito, che aggiunge la voce personale di Massimo Seriacopi al mito immortale.
Bibliografia
Seriacopi M., Miti, Castelfranco Piandiscò, Edizioni Setteponti, 2021
Firenze, 9 agosto 2025
[1] Dalla raccolta L’Aleph (1949)

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