I poemi di Iveano Benigni Braschi

Di Massimo Acciai Baggiani

Il poeta Iveano Benigni Braschi continua a sorprendermi con i suoi poemi autoprodotti, in eleganti libretti stampati in copisteria, dalle copertine coloratissime che spesso riportano dipinti dello stesso poeta. Ne ho già letti diversi, e recensiti uno, il Memoriale, ma sono ben lontano da aver letto l’opera omnia, consistente, al momento, in una quarantina di libretti.

Vorrei parlare in questo breve articolo di Il Tempo, lo spazio e i germogli dell’essere (2021), dedicato a Franco Battiato (che oltre ad essere stato il celebre cantautore che conosciamo tutti, fu anche pittore, regista, scrittore e mistico): il tema centrale è la reincarnazione, sviluppato attraverso molteplici visioni nel tempo e nello spazio, visti in senso relativo («Viviamo un secondo / come milioni di anni / passando attraverso / il telaio d’argento / dell’essere»). Il libro è corredato dai quadri del Maestro Battiato, verso cui sia io che Iveano abbiamo sentimenti di grande ammirazione e rispetto.

La Pangea della bellezza e le stagioni dell’uomo (2022), con una prefazione di Chiara Rantini, spazia dall’origine dei continenti al mito di Atlantide, dagli Iperborei ai Celti, dalla Mesopotamia a Babilonia. Nel silenzio infinito della camera oscura (2024) è dedicato al cinema di tre grandi maestri: Tarkovskij, Bergman e Paradzanov. Nello stesso volume c’è anche il poemetto Alba sul Gran Canyon che parla di un viaggio del nostro instancabile Iveano. Di viaggi parla anche Il cammino del poeta (2022) e Romania (2023) abbinata a Il poema del vino.

Ma è su due volumi in particolare che voglio concentrare questa breve panoramica su alcuni testi di Iveano. Mi riferisco a La strada rossa dell’Autunno (2024) e Le quattro case della poesia e la casa del ritorno (2022), evocativi fin dal titolo. Io ho sempre amato la stagione che segna una pausa dal caldo estivo e precede il freddo inverno: la trovo colorata, fresca, gioiosa. Per Iveano è tempo di riflessioni sulla vita («mistero dolce e inquietante») e sull’amore («strada tortuosa e abissale»). Tanti sono i temi, i luoghi e i personaggi delle poesie contenute in La strada rossa dell’Autunno: San Francesco (il mio santo preferito), la via Appia antica, El Greco, le terme di Caracalla, Bisanzio… insomma una grande varietà e ricchezza di citazioni (come ad esempio dall’immortale rock progressive).

In Le quattro case della poesia e la casa del ritorno troviamo i poeti cari a Iveano, del quale ha visitato le rispettive case: Petrarca, Pascoli, D’Annunzio, Leopardi. Ultima casa è quella citata nel film Solaris, tratto dall’omonimo romanzo di Lem. Iveano accompagna il lettore in un viaggio poetico entusiasmante nella memoria e nella storia, con la sua voce inconfondibile.

Firenze, 27 luglio 2024

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