Di Massimo Acciai Baggiani

Per una curiosa coincidenza ho assistito alla presentazione del libro di Enzo Barnabà, Il sentiero della speranza. Storia e attualità della frontiera tra Italia e Francia, proprio il 16 dicembre, il giorno dopo la Zamenhofa tago[1], celebrata in tutto il mondo dagli esperantisti. Il libro mi era stato regalato dall’amica Chiara Sardelli, che ha contribuito all’organizzazione dell’evento all’SMS di Rifredi: l’ho letto con molto piacere e subito sono sorte tante riflessioni sull’attualità e la storia disgraziata del genere umano, da quando è sorta la prima frontiera a dividere il genere umano in nazioni e popoli quasi sempre in lotta tra loro.
Da esperantista non posso che vedere con occhio critico questa nefasta invenzione dell’Uomo, che tante guerre e tanti lutti ha portato nel corso dei millenni: con Ludwik Zamenhof, creatore dell’Esperanto, spero in un giorno in cui cadranno «la obstinaj baroj»[2] (le barriere ostinate) tra i popoli divisi e non ci sarà più bisogno di alcun documento per viaggiare nel mondo, liberi come il sole che «passaporto non ha, entra ed esce da sé»[3]. Utopia? Forse, ma un bellissimo sogno in cui non cesso di sperare, mentre ancora riecheggiano nella mia mente le parole del padre dell’Esperanto pronunciate oltre un secolo fa a Boulogne-sur-Mer durante il primo congresso internazionale: «Oggi […] si sono incontrati non francesi con inglesi, non russi con polacchi, ma uomini con uomini».
E proprio di speranza si parla nel libro di Barnabà: una speranza che attraversa i secoli e giunge fino a noi, tra aneddoti storici di grande interesse e curiosità varie. L’autore infatti è originario di Grimaldi, un paesino a pochi chilometri da Mentone e dalla frontiera francese. Questo lembo di terra ha visto tragedie che non possono non farci pensare a quelle attuali che si svolgono nel Mediterraneo e che hanno per protagonisti degli infelici in cerca solo di una vita migliore, respinti da politici senza cuore e senza coscienza storica. Il libro di Barnabà è una lettura interessante e necessaria soprattutto in questi tempi di migrazioni e di incontri/scontri tra culture diverse: non farebbe male a leggerlo a molti italiani razzisti che hanno dimenticato il passato.
Firenze, 22 dicembre 2024
Bibliografia
Barnabà E., Il sentiero della speranza, Infinito edizioni, 2024.
[1] Il compleanno di Ludwik Zamenhof, nato a Bialystock il 15 dicembre 1859.
[2] Da La espero, l’inno esperantista composto dallo stesso Zamenhof.
[3] Da Lettera da Berlino Est, di Valerio Negrini (1983).

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