
Lazzaro e l’immortalità.
“L’Eterno e la Stella Vagante” di Carlo Menzinger ci proietta in un insolito viaggio attraverso i secoli, che si interroga su cosa sarebbe successo se Lazzaro, dopo la sua miracolosa resurrezione, non fosse più morto.
È interessante notare che non esiste un consenso storico definitivo sull’esistenza reale di Lazzaro. Ci vengono presentate due figure con questo nome: Lazzaro di Betania, la cui resurrezione da parte di Gesù è descritta nei Vangeli, e Lazzaro il lebbroso della parabola del ricco egoista; il protagonista del romanzo di Menzinger è il primo.
La storia prende le mosse proprio dall’audace idea di un Lazzaro, condannato all’immortalità, che assiste impotente al fluire del tempo. L’autore lo mostra tutt’altro che entusiasta del suo “dono”, un’eternità non voluta che lo ha strappato al suo sonno eterno e lo spinge a desiderare unicamente la morte. Ma nonostante i suoi numerosi tentativi, la fine gli è preclusa, mentre vede i suoi amici e parenti scomparire uno dopo l’altro. Un’esperienza che ricorda la maledizione degli Highlander, ma in questo caso con una drammaticità maggiore.
La sua interminabile esistenza lo porta a intraprendere diversi mestieri e a cambiare spesso vita. È testimone (e qualche volta protagonista) di alcuni eventi importanti della storia. Viene addirittura coinvolto in conflitti come, per esempio, la Guerra di Secessione americana.
A un certo punto della narrazione Lazzaro verrà a conoscenza di una profezia legata alla sua stirpe e alle “porte del cielo”. Nel suo viaggio si ritroverà anche a cercare altri risorti che potrebbero condividere il suo destino, senza però mai riuscire nel suo intento. Lungo il suo cammino, incrocerà spesso personaggi pericolosi, si troverà al cospetto di Costantino e arriverà a sposare l’ambiziosa Giuditta, in un susseguirsi di incontri che plasmeranno la sua millenaria esistenza.
Incontrerà un enigmatico individuo che si presenterà porgendogli un coltello. Questa figura, destinata a riproporsi nel corso dei secoli, talvolta indicando la strada da seguire, talvolta ponendosi come antagonista, aggiunge un ulteriore elemento di mistero alla trama.
Un dialogo chiarificatore con Giovanni l’Evangelista lo porterà poi a scoprire l’esistenza di una misteriosa pergamena che menziona una non precisata “Stella vagante”, e quando delle creature mostruose inizieranno a manifestarsi, Lazzaro verrà catapultato in una serie di vicende che lo spingeranno a cercare non soltanto risposte, ma una soluzione definitiva al suo problema esistenziale. E proprio quando si pensa di aver compreso la direzione del racconto, Menzinger, verso la fine, sviluppa diversi colpi di scena, che cambiano le carte in tavola e coinvolgono il lettore fino all’ultima pagina.
“L’Eterno e la Stella Vagante” è una storia molto originale. L’autore si interroga, senza annoiare, sul significato dell’immortalità, della fede e del destino umano, tutto dal particolare punto di vista di un Lazzaro sofferente. È una lettura avvincente per chi ama le storie alternative che si spingono oltre i confini del tempo.

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