
Una storia che ha il sapore e la leggerezza di una favola, pur trattando temi non certo allegri, quale la malattia e la morte: questo il romanzo di Paola Peretti, La distanza tra me e il ciliegio, che omaggia tra l’altro il grande Italo Calvino e Il barone rampante, a mio parere forse il suo libro più bello. Mafalda, la protagonista e io narrante, è una bambina di dieci anni condannata a una progressiva perdita della vista a causa di una malattia (da notare che anche l’autrice soffre di una malattia agli occhi), che ci racconta i suoi pensieri e le sue piccole grandi avventure.
È una storia di amicizia e di amore, di “ricerca dell’essenziale” che, come scriveva Saint-Exupéry nel Piccolo principe, è invisibile agli occhi, di gioia e sofferenze, di paura e coraggio. I personaggi che ruotano intorno alla piccola Mafalda, una bambina dal carattere forte e solare, sono profondamente umani e convincenti: il libro è ben scritto e coinvolgente, adatto a tutte le età. Il ciliegio del titolo è quello della scuola di Mafalda, dove la protagonista sogna di andare a vivere come il Cosimo calviniano, e la cui distanza di portata della vista diminuisce progressivamente nello svolgersi del romanzo.
Questa lettura ha toccato ferite aperte: dopo aver perso entrambi i genitori per cancro, non posso non sentirmi coinvolgere quando si tratta il tema della malattia. Ho apprezzato il fatto che l’autrice non cada nel sentimentalismo e nella religione, o peggio nel morboso, ma mantenga una visione laica, filtrata attraverso l’innocenza infantile che tanto avrebbe da insegnare a noi adulti.
Bibliografia
Calvino I., Il barone rampante, Torino, Einaudi, 1957
De Saint-Exupéry A., Il Piccolo principe, Milano, Garzanti, 2015
Peretti P., La distanza tra me e il ciliegio, Firenze, Giunti, 2023.

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