
Fa sempre una certa impressione essere citati in un libro, anche se la citazione è brevissima. Nel racconto Linea teletrasporto Firenze-Milano, contenuta nell’antologia Strani incontri nello spazio e nel tempo e firmata da tale “G.” (non svelerò qui chi si nasconde dietro lo pseudonimo, per rispetto), vengo infatti nominato come uno dei due scrittori che si occupano di fantascienza a Firenze. L’altro è naturalmente Carlo Menzinger, omaggiato dall’autore come il protagonista della tragicomica vicenda che lo vede vittima di un errore di teletrasporto. Chissà se G. ha preso spunto proprio da uno dei tre racconti del mio amico e collega fiorentino contenuti nella suddetta antologia? In Il viaggiatore scisso di parla appunto di un teletrasporto andato male. Un racconto claustrofobico che lascia l’amaro in bocca. Il teletrasporto, se ci pensiamo bene, altro non è che una morte e resurrezione: si viene scomposti in particelle sparate poi alla velocità della luce e ricomposte altrove. Un sistema sicuro quasi al 100 per cento. È quel “quasi” che ci frega…
La guerra cominciò nel mio giardino è un racconto apocalittico con una morale ecologica, spesso presente nell’opera di Carlo, ma è il terzo racconto quello a mio parere più interessante: in Oltre i ghiacci di Encelado immagina un incontro tra esploratori umani e una vita acquatica e intelligente nel vasto oceano oscuro sotto i ghiacci della piccola luna di Saturno, dove effettivamente potrebbe essersi sviluppata la vita.
Tra i racconti di Fabio Calabrese, curatore dell’antologia per le Edizioni Scudo, La vacanza è quello che mi è piaciuto di più. Ho trovato originale e ricca di spunti l’idea dell’alieno in incognito in vacanza in un piccolo paesino montano sulla Terra; mi ha ricordato un po’ i miei “racconti sappadini”. Anche gli altri racconti di Calabrese – Holoware e Stella, stellina – non sono male.
Tra gli altri racconti mi è rimasto particolarmente impresso l’ultimo, La mia civiltà di Giorgio Sangiorgi: una civiltà aliena i cui individui vivono per un tempo brevissimo, osservata da un terrestre che viene considerato come una specie di dio immortale e che assiste al suo sviluppo e al declinio – nello spazio di un mese – è una riflessione sulla brevità del tempo che ci è dato e un invito implicito a non sprecarne neanche un minuto. Una buona morale per chiudere questa straordinaria antologia.
Bibliografia
AA.VV., Strani incontri nello spazio e nel tempo, Edizioni Scudo, 2026.
Firenze, 10 giugno 2026

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