Renzo Maltoni: autore

È nato nel 1957 a Ravenna dove di recente è tornato a vivere con stabilità, ma dove ha sempre mantenuto la residenza. Dopo la laurea in ingegneria (1982), si è occupato di informatica bancaria, prima a Faenza e poi a Bologna, fino alla pensione avvenuta a inizio 2022. È stata un’attività professionale tutt’altro che arida, sostiene con sicurezza: ricca di colpi di scena, l’informatica, coi suoi risultati spesso imprevedibili e causati da elementi insospettabili, ha le caratteristiche del racconto giallo e del noir. I racconti dello scrittore-ingegnere talvolta da qui pescano le proprie trame.

Benché schivo ai riflettori, non si è mai rassegnato all’anonimato. È stato autore e interprete di canzoni negli anni ‘70 e ‘80, giungendo terzo alla rassegna nazionale per canzoni d’autore indetta dalla trasmissione radiofonica RAI2 3131 nel 1980, massima visibilità per il nostro cantautore con la sua canzone trasmessa per l’intero mese di luglio dalle frequenze nazionali. Un po’ di riconoscimenti in termini economici per diritti d’autore – piccola fama e di breve durata -, una ventina di recital in fiere, sagre paesane, feste dell’Unità, teatri, passati pressoché inosservati, hanno posto fine a una carriera senza lode.

Scrive dal 2011, principalmente racconti. L’emulazione di Dino Buzzati e dei suoi Sessanta racconti sono stati lo stimolo per i suoi primi lavori, storie improntate alla surrealtà. I riconoscimenti nei premi letterari e l’apprezzamento di pochi lettori l’hanno incoraggiato a proseguire. Fino alla pubblicazione.

Suoi sono i romanzi “Mille e non più mille” (Tabula fati, 2016) e “Vacanze col fantasma” (Tabula fati, 2018), e la raccolta di racconti “La perdita della lettera R” (Tabula fati, 2022); è coautore di “Centologia” (CEGA, 2017) e del noir a otto mani “72 Ore” (Tabula fati, 2021). Suoi racconti figurano in un’ottantina di pubblicazioni, tra antologie a tema e di concorsi letterari in cui è stato finalista o, in qualche caso, premiato.

Per il suo lavoro “Come due gocce d’acqua” ha scelto la strada dei concorsi, una strategia sicura per farsi leggere da lettori competenti al di fuori della propria rete di amicizie.

Da dieci anni è tra i promotori e referente di giuria, del Concorso Letterario Città di Ravenna. Dopo aver letto e invidiato Georges Simenon e Philip Roth, che scoraggiano tentativi di scrittura improvvisati, leggere testi di propri pari decisamente rincuora.

La foto allegata, di qualche anno fa, lo ritrae in una sua posa bucolica e sfuggente.