
Chiudi questo libro e ti torna in mente la frase ironica attribuita ad Achille Campanile: “Un figlio? Non sai mai chi ti metti in casa“.
Al tempo stesso, vale il commento finale del giovane protagonista: “Non tutti gli adulti sanno fare gli adulti“.
Merito grande dell’autrice, Paola Barbato, è quello di mettere tutti, figli, genitori e adulti, alla prova del tempo di internet e dell’invasione del digitale nella vita di tutti. Come ogni grande innovazione nella storia dell’uomo (il ferro che rivoluziono’ tutto ma armo’ gli eserciti di spade e frecce micidiali) anche nel digitale si nascondono insidie che possono produrre crimini efferati nascosti nell’ombra dei moderni hiphone.
Le forze dell’ordine, nella loro componente più qualificata e motivata, come quella che ci descrive l’autrice, sono costrette a dotarsi di grandissime competenze per venire a capo di reti di mascalzoni vocati a delinquere in forme affatto nuove.
Protagonista principale (e di gran lunga il più impegnato) è l’agente Alberto Donini, sposato con un uomo dal carattere apparentemente chiuso e superbo. Sarà proprio Donini che, quando vorrà ripassare le proprie esperienze di agente “ombra“, infiltrato nelle reti specialmente giovanili e non solo “aveva trovato solo testimonianze di quanto miserabile potesse essere l’umanità”.
In sostanza la storia nasce proprio dall’infiltrazione dell’agente Donini nella rete coperta detta “Rete dei cuccioli”, dove il papà di Leonardo ha scoperto che è frequentata dal figlio tredicenne e dove, all’apparenza, possono operare pedofili e che, in realtà, farà emergere una situazione più complessa e porterà il poliziotto informatico a compiere qualche errore come non gli era mai capitato.
Da qui prenderà inizio una serie di vicende che lo porteranno a contatto con una realtà grave e dove avvengono veri e propri illeciti. Durante lo sviluppo delle vicende l’autrice ci fa toccare con mano i rischi insiti nell’uso di questa nuova tecnologia quando cade in mani sbagliate.
Al tempo stesso vengono in rilievo personaggi positivi, primo fra tutti il poliziotto informatico Donini e molti suoi colleghi, a cominciare dall’agente e amica Luce.
Influisce sui fatti negativi anche l’ormai sempre più diffusa crisi familiare accompagnata dall’ipocrisia reciproca tra i coniugi. Ultimo dato di conforto, la trasformazione dell’atteggiamento di Emanuele, il marito dell’agente Donini, il quale, vivendo per la prima volta direttamente la vita professionale del coniuge, invece di allontanarsi come poteva sembrare, vive come non ci si sarebbe aspettati l’esperienza impegnativa del marito e sembra ricredersi sul suo valore professionale e umano.
Un libro impegnativo e al tempo stesso di grande attualità, da leggere con attenzione.
Renato Campinoti

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