Tra sogni e fiabe

Di Massimo Acciai Baggiani

Il mio amico Iveano Benigni Braschi non finisce mai di stupirmi: poeta molto prolifico (ha pubblicato circa una quarantina di libretti) e generoso, mi ha di recente dato cinque suoi poemetti editi in proprio tra il 2014 e il 2017, con bellissime illustrazioni. I titoli sono molto suggestivi e riguardano due categorie: i sogni e le fiabe. Categorie molto vicine tra loro, e lo spirito visionario di Iveano ha saputo catturare sulla carta con perizia i propri sogni e le proprie fantasie che rimandano a un non tempo epico in cui tutto appare ammantato di fantastico e di poetico.

Il sogno dell’angelo nero e della notte siberiana (2015) è il primo in ordine cronologico. Fin dai primi versi si scopre che si tratta di un viaggio introspettivo, verso se stessi. Bellissima la visione della notte siberiana, che risplende nel silenzio. Seguono Il sogno della barca vichinga e della donna che piange (2016) e Il sogno del lago incantato e dell’estasi della luce (2017): trovo affascinante lasciarsi ispirare dai sogni, e ancor di più dai sogni di un poeta…

Non meno interessanti e visionarie sono le due fiabe: La fiaba della grande madre e delle sorgenti dell’armonia (2014) e Il viandante della Valle del Serchio (2016). Quest’ultimo appare come personaggio mitico, una bellissima metafora della poesia stessa.

Firenze, 10 novembre 2024

Una risposta a “Tra sogni e fiabe”

  1. GRAZIE MASSIMO,

    per i suggerimenti di lettura e per come sai commentarli.

    Miriam

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