Quando tu mi sorridi amabilmente
O dello sdegno il tuo scudiscio sferza
Gli occhi dell’animo al mondo rivolti
E inchiostro diviene l’impalpabile
Solco d’aratro ove si gettan semi
Scaglie di specchio dall’anima mia
Figlio che nella sua fisionomia
Ritrova della propria madre i tratti
Il mio sentire si fa braccia aperte
Incontro a questo dono misterioso
Per origine e per la sua impellenza
E provo gioia e riconoscenza
Stupore ch’è nel riso d’un bel pupo
Ebbro di latte, in ogni sua movenza.


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