Il rivolo scende deciso sulla tua pelle,
infrange l’aria nel trovar le ascelle,
il mormorio complice, fresco ed ameno,
batte e rimbalza solcando il tuo seno,
turgidi i capezzoli, irta la peluria,
dolce piacere di novella frescura,
aperte le cosce, si insinua là dove
mai batte l’acqua, quella che piove.
La terra raggiunge, bagna i tuoi piedi,
di rosso scarlatto adornati li vedi.
Intorno saltano goccioline leggere,
son di vapore e non più d’acqua da bere,
scorgono gli occhi il lontano orizzonte,
del mare le onde cancellan le impronte.
l’acqua risciacqua ogni sorta di sporco,
perfino i peccati si sciolgon dal corpo.
Nuvola fugace t’avvolge decisa,
alterando la vista che a gli occhi sprecisa,
confuse le linee, trasformato l’osceno,
la bellezza ti circonda dell’arcobaleno.
di Marco Cibecchini


Rispondi