Città d’afa
Asfalto di liquidità
Brulicare di fantasmi

Vano trillare di telefoni
Accecare di esplosioni solari
Trafora da un cielo ferito
Silenzio di villeggianti lontani
Strade chiuse tra muri isolanti
Serrande serrate
Serate d’umanità residua
Reduci rimanenze resistono
Al torrido sole tramontato
Respirando alfine
Fuori dai condotti d’aria condizionata
Con indolenza trascurata e lenta
Per non forzare il sudore
Sadico appiccicaticcio patimento
Parentesi di calma faticosa
Nel frenetico agitarsi urbano
Ferragosto di ferro rovente
Sferraglianti ferrovie solo ritrovo
Per chi nella stazione s’attarda
Stantii resti di pasti di fuggitivi

Per viandanti distratti
Ratti voraci divorano in pace
Ma presto torneranno
Tumultuosi trambusti di tram
Molesti moti di motori
Vociare vacuo in palmo di mano
Venditori di nulla
Compratori di tutto
Corruttori di corrotti
Cantori di specchi e lustrini
Immolatori di pupazzi
Pazzi osannati
Pezzi ostinati di mondo moribondo
Godiamo allora per poco
Quest’innaturale città-gioco
Questo vuoto irreale
Questa realtà vuota.
Firenze, 16/08/2001
Versi tratti da “Schiavi part-time” di Carlo Menzinger di Preussenthal.

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