WEN – ARIA – Uragano Ares – Francesco Guglielmino

L’Uragano è quanto di più potente la natura possa creare: due masse d’aria una fredda e l’altra calda che salgono vorticosamente in cerchio quasi a creare un mostro che sprigiona venti da 300 km/h orari in su.

Agli inizi del  2024   i cambiamenti climatici  avevano reso  il  Mediterraneo  più  caldo  per svariati mesi dell’anno.   Su  12 mesi  8 di essi  avevano visto la temperatura esterna del mare superare i 28 gradi.  Le  tempeste  di fine settembre, che si susseguivano  nel  Mediterraneo,   diventavano sempre più violente ma alla politica ed alle persone sembrava interessare il ritorno  alla vita normale  dopo i 3 anni  della pandemia.    Arriviamo così all’estate del 2025  nel quale avvenne un  evento eccezionale:  sulle coste  di Israele si formarono delle nuvole temporalesche  che cominciarono a girare vorticosamente su stesse.   Dopo 2 ore  si era formato un  Uragano  chiamato Ares che  creò molti danni a Cipro  e parecchi feriti, ma il peggio doveva ancora venire.   Da Categoria 1  l’Uragano passò presto a Categoria  5:  aveva un’ampiezza di circa  450  kilometri  e cominciò a fare danni e morti colpendo dapprima  Creta e le isole Eolie  poi, insieme le Coste del  Peloponneso  dirigendosi  verso l’Italia.  Ciò che venne dopo fu sconvolgente: l’Uragano Ares aveva creato onde alte 6 metri che avevano sparso morte e distruzione nelle Eolie, Creta, le coste del Peloponneso, la Sicilia e la Calabria   continuando a fare danni, seppur degradato a Categoria 4, in Corsica e Sardegna finendo sulle coste francesi come degradato a Categoria 2.    Il bilancio era terribile: 56.900 morti accertati, più di un centinaio di migliaia di dispersi e un milione e mezzo di sfollati e danni incalcolabili.  

di Francesco Guglielmino

Rispondi

Verificato da MonsterInsights