WEN -AVARIZIA – Pensionato alfine – Carlo Menzinger

È ricchezza il nostro tempo

La più grande che abbiamo

E ci sfugge in un lampo

Pensionati salvagente per le famiglie in crisi - Conquiste del Lavoro

E no, non l’accumuliamo

Cassaforte non lo ferma

Materasso non lo calma

Pover il bancar che crede

Il suo fluss’attualizzare

Con il trist-tasso che incede

Sua corsa monetizzare

Tempo non è mai denaro

Non moneta per l’avaro

Non si può davver comprare

Giammai vender lo potremo

Poc’abbiamo da campare

E il temp’or finiremo

Forse, oh me disgraziato,

Pur avendolo sciupato.

Alle spalle rimirando

Dritto nel cuor lo vedremo

Ma davanti, dileguando,

Or davanti lo scorgiamo

Rattamente scomparire

Mentre scioglie le sue spire.

Regaliam ore al sonno

Che compensa dolcemente

Con il dono dell’inganno

Col sognare beatamente

Sogno, sogno vita nuova!

Sogno, sogno che rinnova!

Svendiam ore al lavoro

Ammucchiando vacue cose

Che ci paiono decoro

D’assai piccol amar case

Che per regger tutto dentro

Al vicin ci metton contro.

E ancor rubiamo tempo

Per aver più grandi stanze

Lavoran senza più scampo

E scordate son le danze

Perso il tempo del gioco

E da viver resta poco.

E tu pover pensionato

Pur ti crucci della fine

Del lavoro tuo forzato

Della frusta vuoi le spine

L’orologio chiami mamma

Ed ignori bella flemma.

Non capisci? Non afferri?

Il più ricco non ha meta

Delle or non ha i ferri

Vagabondo nel pianeta

È di tutti il più ricco.

Sei davver tu il più sciocco.

Ma or hai vinto il premio

Libertà di vagabondo

Pazzo senza manicomio

Liber per il vasto mondo

Dell’orologio e del calendario

Seppur bianco il capello,

Curva la schien’ad ombrello.

Firenze, 30/08/2005

Tratto da “Rimando rido” di Carlo Menzinger di Preussenthal

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