
Alle vittime del Drama Theatre e a tutte le altre
che verranno di questa guerra in Ucraina.
L’acuto tirso[1] affonderà la punta
Nel ventre teso della madre incinta
O nelle membra martoriate e spente
Di chi ha lottato per la libertà?
No; il rispetto e l’amor come neve
Si scioglie in silenzio muto e dolente,
Bloccata in gola per l’atroce scempio
S’imprigiona nel ghiaccio la parola.
Ma il cuore sa che in una primavera
Là dalla terra fiorirà l’alloro[2]
Che nei secoli canterà canzoni
Di com’è cara al cuore Libertà
Le api dai fiori profumati e schiusi
Succhieranno quel nettare sciamando
E in un ronzare lieto ed assordante
Il biondo miele dai favi doneranno
A chi rinasce per la libertà.
[1] Tirso: il bastone sacro a Dioniso metaforicamente indica una poesia, che fa leva sui sensi per rappresentare tutta la brutalità della guerra.
[2] Alloro: la pianta sacra al dio Apollo rappresenta l’alta ispirazione poetica armoniosa e serena, nel nostro caso epica, di un popolo che lotta per la propria libertà e indipendenza.

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