
Io sottoscritto,
nato senza averne fatto richiesta,
denuncio l’universo
per abbandono
di creatura cosciente e indifesa.
Denuncio le stelle,
che ci inviano raggi di speranza
dopo essere morte,
come se anche il cielo
avesse imparato a mentire.
Denuncio i pianeti deserti,
le orbite senza vita,
i miliardi di mondi
che non hanno una voce
per dire: siamo qui.
Denuncio il silenzio eterno,
aggravato dal vuoto cosmico.
Abbiamo chiamato dèi
ogni forma dell’assenza:
il tuono,
il sole,
la paura,
la speranza.
Abbiamo dato loro volti,
barbe e nomi,
templi,
per non ammettere
che pregavamo il vuoto
e il vuoto
non aveva colpa.
Ci avete dato la domanda
senza prevedere risposta,
la coscienza della fine
senza testimoni immortali,
la nostalgia di un padre
che nessuno ha mai incontrato.
Abbiamo gridato
oltre l’atmosfera,
inciso messaggi sull’oro,
lanciato numeri primi
nel buio,
come naufraghi
che affidano una bottiglia
a un oceano senza rive.
Nessuno ha risposto.
Forse perché non c’è nessuno.
Forse perché l’infinito
non è una promessa,
ma soltanto spazio
in cui perdersi per sempre.
Denuncio l’universo
per omissione di soccorso,
per aver acceso in noi
la fame di significato
e non aver lasciato
neppure una briciola di senso.
Per averci resi capaci
di immaginare l’eterno
e condannati
a pochi anni di memoria.
Per averci dato l’amore,
questa prova perfetta
di qualcosa che dovrebbe durare,
ma il tempo
dividerà ciò che è stato unito.
Ho firmato la denuncia.
Alla voce “colpevole”
hanno scritto: ignoti.
Alla voce “giudice”:
assente.
Alla voce “testimoni”:
umanità.
La pratica è stata archiviata.
Mancava un cielo
a cui notificare
il silenzio.
Adriano Muzi

Rispondi