
Respiro. Inspiro. Espiro. Inspiro i magici effluvi della Terra. Il Tempio ne è pervaso. Sono la Pizia. Sono l’Oracolo. Apollo entra in me da questi magici fumi. Mi pervade. Mi possiede. Lo sento dentro di me. Come fosse un uomo in carne e ossa. Il mio corpo è scosso, tremo. Quale piacere! Nessun uomo potrebbe darmene tanto. Estasi. Estasi! Un’estasi che mi pervade, mi porta lontano. Lontano. Lontano. Queste essenze sono potenti. Tutto mi pare distante, ininfluente, privo di valore, interesse. Sono qui, sospesa tra Cielo e Terra. È questo l’Olimpo? No. Fluttuo. Volteggio. Sono in uno spazio vuoto. Nel nulla. Non può essere l’Olimpo e non è l’Ellade. Non è Delfi. Sono a molte parasanghe dal Tempio. Ecco. Ecco… Il nulla si dissolve. Qualcosa… Qualcosa prende forma. Sono altrove ma ora almeno sono in qualche luogo. Un mondo diverso. Nuovo. Incomprensibile. Vedo alte case lucenti. Vedo carri di metallo colorato correre veloci senza nessuno che li muova. Vedo folle sterminate con abiti inconsueti. Strani oggetti incomprensibili. Luci che non nascono dal sole, dalla luna, dalle stelle o dal fuoco. Tante luci. Troppe. Di ogni colore. Suoni. Suoni mai uditi. Potenti. Rombanti, Ronzanti. Ritmici. Caotici. Parole in lingue ignote. Musiche con armonie sconosciute. Gente dalla pelle scura e gente dalla pelle chiara. Oggetti in volo. Un mondo nuovo. Impossibile. Che visione è questa? Che sta a significare? Tra tutte quelle che ho avuto è la più spaventosa, la più incomprensibile. Non ho parole da restituire all’Ellade. Non ho parole per descrivere quello che vedo, sento e provo. Paura? Angoscia? Sì. Credo sia questo. La sensazione di una fine imminente, di una colossale catastrofe, di una follia collettiva che ci travolgerà. Come? Quando? Non lo comprendo. Apollo. Apollo! Apollo vieni in mio soccorso. Aiutami. Fammi comprendere. Fammi trovare il modo di raccontare, di avvertire, di mettere in guardia. Apollo, ti invoco, possente Dio. Non mi abbandonare in questa follia. Dammi un segno. Guidami. Guidaci. Salvaci da questo orrore.


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