Giugno 1981
Non permetterti mai di ascoltare
parole-mostro o tiritere fitte
di rumori rimbalzanti su lastre
cementate da un agro morto vivo
senza nessuna crepa.
Non voglio i tuoi
colori soffocati con durezza
da dita che soltanto sanno il grigio,
il più facile se non c’è coraggio.
Urla e silenzio versa su quei ragni
di vetro. Tristi e perverse barriere,
frantumate, tu le farai tappeto,
senza curarle, e cercherai altrove.
23 aprile 2003
Scrissi quei versi ventidue anni fa,
intessuti per te d’anima mia,
leggendo grandi schegge di zaffiro.
Li riconsegno oggi nelle mani tue,
con amore e fiera.
Tu sei così:
pur con fatica resti te stessa.
ed è questa la laurea che festeggio.
di Maila Meini

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