E’ bello saperti anche se non ci sei.
È questo “fratelli”?
Guardo i miei figli crescere
fratelli
e giocare alla lotta
ai soffioni sul viso
agli spilli sul braccio
agli stampi di denti
ne sento il sudore
le voci in falsetto
gli aiuto invocati
e poi soffocati
Il mio cuore sussulta
di una gioia carnale
a quell’impasto
di saliva
di formaggio di piedi
di sapore d’ascella
Avido e lento
il mio sguardo
fissa il presente
E il presente
è presente
Ma crescendo
domani
ne avranno memoria?
E cosa sarà
per loro
quell’odore sapore
quell’impasto di carni
affettuoso
e violento per gioco?
È questo “fratelli”?
E il pensiero va
alle nostre carni bambine
ai sapori
agli odori
ai grovigli di corpi
affettuosi
e violenti per gioco.
È questo “fratelli”?
Ma il lontano
è lontano
Dovrei abbracciarti
mille volte di più
e baciarti
e annusarti
lì
dietro la nuca
dove il collo diventa peluria
non ancora capelli
e cercare
quell’odore di zolfo
del pensiero che brucia
Sì
È questo “fratelli”
una pasta
di ciccia e di ossa
dal sapore di zolfo
È bello saperti anche se non ci sei.

di Giovanna Olivari

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