Sotto un sole che attanaglia pesante
la terra riarsa avvampa polverosa
e sui mezzadri si scaglia rovente
già sfiancati dalla zappa gravosa
I feudi biondeggianti rantolano
aspettando la roncola sfiniti
ma le vampe atroci li sconcertano
si vestono di lutto i ciclopi assopiti
Svelte le lingue di Efesto avanzano
divorando l’oro delle gemme gialle
e imperiose le vestali danzano
Terra svestita di spighe e di piaghe
lasciandoti ebano e fumo alle spalle
ardi urlando come un rogo di streghe.
![]()
Sonetto contenuto nella silloge “Fino alla carne viva” (di prossima uscita con Eunoedizioni) di Antonino Impellizzeri

Rispondi