Il mondo, con il suo cielo stellato,
sembra precipitarmi addosso,
con le sue pareti di nuvole
cariche di pioggia e saette,
racchiude l’infinito
come il nulla nel pugno della mano.
La tigmonastia mi schiaccia
non lasciando il tempo
d’un respiro.
La nebbia, umida e fredda,

soffoca le parole
che mai più potrò dire
ingoiandole
in un tumultuoso vortice di silenzio.
Inerme assisto
al tuo divenire gelido e rigido
dopo l’ultimo sereno alito:
commiato dal mondo
al morire del giorno!
di Rocco Giuseppe Tassone

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