È quel diffuso malcontento
che nasce per l’altrui avere
quando dell’ambìto godimento
non è dato provare piacere
E rabbia tanta sale
che del desiderio si va a sparlare
Ad esempio
se all’uva la volpe non arriva

finisce che la denigra
E qui si svela l’invidia,
che getta l’inganno
e reca ad altri danno
Perché per la volpe
l’uva non è cibo per il palato
proprio come dell’invidia
è il bene agognato
E per coprir la frustrazione
l’astuto animale (ma anche le persone)
schernisce minimizza e sdegna
quel che non potendo avere
di amarezza segna
di Giovanna Ristori

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