Geometrie dinamiche
Di aeree nubi frullanti d’ali
Si compongono e scompongono
Vorticose
Sul nostro lento trascorrere
Su quest’umida terra.
Esseri policefali dalla volontà condivisa
Volteggiano a migliaia
In stormi velocissimi,
In lontanissimi brusii,
In cacce d’invisibili prede
E noi a stento solleviamo il naso
Per fissare un istante la magia
Delle loro sculture quadridimensionali
Ogni istante diverse da sé.
Volteggiano alti.
Volteggiano liberi.
Volteggiano irraggiungibili.
Volteggiano come un’anima sola.
Indifferenti alle nostre crisi e ai nostri affanni.
Da dove vengono?
Da dove venite, uccelli
Che mai prima avevo visto qui così numerosi?
Da dove siete fuggiti?
Cosa trovate di attraente
in questa nostra città decadente?
Cosa possiamo offrire al vostro passaggio
Oltre al silenzio delle doppiette
E agli effluvi dei cassonetti?
Come ci scorgete di lassù?

Quanto disprezzate il nostro strisciare
Sull’asfalto cupo?
Per nulla, io credo.
Vi curate di noi
Ancor meno di quanto noi vi osserviamo.
Siete i sovrani del cielo
Siete gli Dei di voi stessi
Noi siamo animali di terra
Lenti e pigri
Di noi non vi importa
E nulla c’invidiate.
Firenze, 08/02/2013
Tratto da “Il terzultimo pianeta” – Carlo Menzinger di Preussenthal

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