WEN – INVIDIA – Uccelli sulla città – Carlo Menzinger

Geometrie dinamiche

Di aeree nubi frullanti d’ali

Si compongono e scompongono

Vorticose

Sul nostro lento trascorrere

Su quest’umida terra.

Esseri policefali dalla volontà condivisa

Volteggiano a migliaia

In stormi velocissimi,

In lontanissimi brusii,

In cacce d’invisibili prede

E noi a stento solleviamo il naso

Per fissare un istante la magia

Delle loro sculture quadridimensionali

Ogni istante diverse da sé.

Volteggiano alti.

Volteggiano liberi.

Volteggiano irraggiungibili.

Volteggiano come un’anima sola.

Indifferenti alle nostre crisi e ai nostri affanni.

Da dove vengono?

Da dove venite, uccelli

Che mai prima avevo visto qui così numerosi?

Da dove siete fuggiti?

Cosa trovate di attraente

in questa nostra città decadente?

Cosa possiamo offrire al vostro passaggio

Oltre al silenzio delle doppiette

E agli effluvi dei cassonetti?

Come ci scorgete di lassù?

La natura insegna: come uno stormo di uccelli può cambiare l'organizzazione  della tua azienda | by Marco Mazzucco | Digital Organization | Medium

Quanto disprezzate il nostro strisciare

Sull’asfalto cupo?

Per nulla, io credo.

Vi curate di noi

Ancor meno di quanto noi vi osserviamo.

Siete i sovrani del cielo

Siete gli Dei di voi stessi

Noi siamo animali di terra

Lenti e pigri

Di noi non vi importa

E nulla c’invidiate.

Firenze, 08/02/2013

Tratto da “Il terzultimo pianeta” – Carlo Menzinger di Preussenthal

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