WEN – INVIDIA -Vite Parallele – Manna Parsì

Lia dopo il secondo lockdown di novembre non riesce più mettere un pasto completo a tavola. È divorziata.  Il marito è sparito dopo la nascita del secondo figlio lasciandola sola con due bambini piccoli senza alcun mezzo di sostentamento.  Prima dell’attacco del virus lavorava in una cooperativa che preparavano i pasti per le mense scolastiche. Ora è in cassa integrazione da mesi e prende il sessantacinque percento del suo stipendio ma non in modo regolare.

Quest’anno non ci sono soldi per fare i regali di Natale ai bambini, che non capiscono ciò che gli accade intorno, sanno solo che un virus cattivo non li lascia in pace. Per fortuna Lia sa cucire e prende qualche commissione dai vecchi clienti che la conoscevano prima che cominciasse a lavorare nella cooperativa. Lia non può pensare di fare una vacanza sulla neve, né invitare tante persone alla cena di Natale, né perdere tempo davanti le vetrine dei negozi per scegliere i regali in mezzo a tanta gente.  Dopo giorni di preoccupazione per questo insolito Natale ha preso una decisione che non aveva mai contemplato per la vergogna. La vigilia di Natale sarebbe andata nella parrocchia del quartiere, dove la gente per bene lascia prodotti per i non abbienti. Avrebbe preso due giocattoli per i suoi bambini da mettere sotto l’albero. Lia ora è felice e immagina il sorriso e la gioia dei suoi figli alla vista dei regali.

Elisabetta entra in casa stanca e stressata. Butta il cappotto e le chiavi della macchina sul divano, si prepara un Martini e si riscalda davanti al camino. Abita in un attico al centro di una grande città. È la direttrice vendite di una multinazionale di cosmetici. Con il lockdown le richieste per i prodotti di bellezza sono aumentati perché i loro negozi sono tra quelli commerciali che possono rimanere aperti e, si sa, la gente è istruita per il consumismo. Il calore delle fiamme e il Martini calmano i suoi nervi e la fanno tornare al presente. Guarda la sua casa bellissima ma vuota. Sbuffa e accende il laptop e inizia il giro sui social. Più presenza fisica, più pubblicità, più vendita, l’apparenza non inganna, fa guadagnare di più. È il suo motto. Sorride tra sé e sé.  Squilla il cellulare. Un amico la invita ad un cocktail party veloce con pochi intimi. La donna fa una doccia veloce, si trucca, si mette l’ultimo vestito griffato acquistato online ed esce. A casa dell’amico ci sono pochi ma molto ricchi. La voce di Elisabetta si mischia ad altre voci. “Sciòtt… Dopo un anno di lavoro duro neanche una vacanza…ora che ne faccio del mio premio di quest’anno? … Meno male che non possiamo uscire dal paese. Avrei vomitavo per un’altra vacanza ai Caraibi, mi sono stufata del mare e dei suoi creoli vuduisti … Quest’anno saremmo andati sulla neve. Abbiamo in sospeso dall’estate la nostra giocata al black jack, avete dimenticato? …Che peccato il mio chalet rimane vuoto per questo Natale … Non mi pare giusto quello che ci stanno facendo… Ma sì, troveremo un modo per arrivare lassù …”. Elisabetta si zittisce per un secondo e poi di nuovo si sente la sua voce tra le tante voci.  “Cosa? Mes? Non vi preoccupate. La prossima volta che parteciperò a quel programma tv parlerò bene del Mes e criticherò il nuovo DPCM. Me lo ha chiesto anche la conduttrice…” e ride compiaciuta. 

Vi sembreranno storie come tante, niente di nuovo, sono anche noiose, ma sono vere, come l’invidia che è un sentimento reale. Quale storia vi suscita più invidia?                  

di Manna Parsì

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